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Alcoa, vertice MISE: tra agevolazioni energia e Piano Sulcis

La Fiom rende noti i temi su cui si è incentrato il vertice al MISE riguardo la situazione dell'Alcoa. Il governo assicura agevolazioni sull'energia mentre si parla di un "Piano Sulcis".

L'odissea Alcoa prosegue, e come rende nota la Fiom il 17 maggio si è svolto a Roma "presso il Ministero della Sviluppo Economico, il primo incontro di verifica previsto dall'accordo del 27 marzo che pone le basi per il proseguimento della produzione di alluminio primario con un altro soggetto imprenditoriale".
Come si legge nel comunicato della Fiom, l'Alcoa "ha dichiarato che, dopo l'apertura della 'data room' a tutti i soggetti interessati ad acquisire le informazioni necessarie, sono rimasti alcuni interlocutori disponibili a sottoscrivere una lettera di intenti; questi saranno presto invitati a visitare lo stabilimento". D'altra parte, il governo Monti "ha confermato che la richiesta di proroga all'Unione Europea, per l'attuale regime di 'superinterrompibilità' sulla fornitura di energia elettrica, è già stata avanzata per un periodo di 3 anni e che, realisticamente, la risposta, che si considera probabilmente positiva, sarà data entro il mese di luglio".
Infine, la Regione Sardegna e gli enti locali interessati hanno fatto sapere, nel corso dell'incontro al Ministero della Sviluppo Economico, che sarebbe "in preparazione il 'Piano Sulcis' che prevede diverse opere infrastrutturali, in particolare interventi sul porto, per permettere l'attracco di navi di maggiore stazza con un risparmio di costi per l'approvvigionamento di allumina o di bauxite, nell'auspicabile ipotesi - naturalmente - che lo stabilimento Euroallumina della Rusal possa presto riprendere l'attività".
La Fiom ha invece chiesto espressamente che sia governo, e non solo l'Alcoa, "a prendersi i maggiori oneri di verifica della massima affidabilità dei potenziali acquirenti, anche in relazione alle garanzie occupazionali", ribadendo d'altra parte che l'azienda "garantisca che il grado di utilizzo degli impianti e il numero delle celle in funzione non diminuisca e che quindi anche l'occupazione dei lavoratori con contratti diversi da quelli diretti sia garantita".

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