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Alcoa: Glencore prende ancora tempo. Fiom: se vuole disimpegnarsi lo dica subito

La Glencore prende ancora tempo con nuove richieste e i lavoratori dell'Alcoa dovranno attendere la prossima settimana per capire in che direzione procederà la vertenza. "Se Glencore dovesse disimpegnarsi che lo dica subito", affermano i sindacalisti della CGIL e Fiom.

La Glencore prende ancora tempo con nuove richieste, e il Ministro dello Sviluppo propone una riunione conclusiva ai massimi livelli di rappresentanza del governo e dell'azienda entro la prossima settimana, per poi definire le azioni utili all'obiettivo di garantire la produzione di alluminio nel Sulcis, strategica per l'intero Paese. I lavoratori dell'Alcoa dovranno quindi attendere ancora qualche giorno per capire in che direzione procederà la vertenza.

Lo rende noto la Fiom dopo il tavolo del 3 agosto con i sindacati, il ministro Calenda e il vice Bellanova, il presidente Pigliaru e l'assessore Piras. La Fiom in una nota spiega infatti che la Glencore non ha ancora sciolto la riserva sulla proposta avanzata dal governo che riguarda i costi energetici e gli strumenti di incentivazione già considerati conformi dalla Commissione europea e giudicati positivamente dalla stessa azienda che, però, pone nuovamente il problema che quelle condizioni siano garantite per almeno dieci anni.

"E' evidente - hanno detto il segretario generale della CGIL Michele Carrus e il segretario nazionale Fiom Rosario Rappa - che la Glencore dovrà sciogliere la riserva una volta per tutte: confermare, come chiediamo, le proprie intenzioni di acquisire lo stabilimento, avviando immediatamente la due diligence funzionale sia alla redazione del piano industriale che alla predisposizione del Contratto di sviluppo proposto dal governo, oppure dichiarare il suo disimpegno".

Le organizzazioni sindacali chiedono quindi che l'azienda sciolga positivamente la propria riserva: "E' indispensabile assicurare una prospettiva e ridare fiducia alle centinaia di lavoratori che attendono da anni il riavvio di un'attività produttiva strategica e unica per l'intero Paese". In ogni caso il sindacato chiede che siano adottate, nella fase di transizione, misure di sostegno per i lavoratori, rafforzate dal riconoscimento dello status di Area di crisi complessa che la regione si è impegnata a chiedere immediatamente.

Il governo nazionale, al quale i sindacati riconoscono i passi avanti compiuti insieme alla giunta regionale per risolvere la vertenza, si è detto disponibile a vagliare - nella valutazione conclusiva che la prosima settimana sarà oggetto di un confronto con i vertici Glencore - le eventuali richieste mettendo a disposizione tutto ciò che è legittimo e possibile fare nel rispetto delle regole, costruendo gli ulteriori avanzamenti possibili.

"Se Glencore dovesse disimpegnarsi - concludono Carrus e Rappa - che lo dica subito in modo che, sulla base delle positive condizioni già acquisite e offerte a Glencore su energia e incentivi, si possa avviare una nuova fase di ricerca di altri investitori nazionali e internazionali, a partire da alcuni soggetti per cui è già ipotizzabile una manifestazione di interesse".

Il tavolo di ieri tra governo, giunta e sindacato confederale e di categoria, è stato quindi aggiornato al 5 settembre, per fare il punto della situazione alla luce dei nuovi sviluppi.

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