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Milleproroghe o milletasse?

La Camera ha approvato il Milleproroghe e il 26 il provvedimento sarà al Senato in terza lettura. Ma in tanti sorge il dubbio che il decreto si sarebbe dovuto chiamare "milletasse", come spiegano Enrico Letta e Italo Bocchino.

La Camera ha approvato il Milleproroghe con 300 voti a favore e 277 contrari e il 26 febbraio il provvedimento sarà al Senato in terza lettura. Ma in molti, ironicamente (ma neanche troppo) si chiedono se ciò che è stato votato è un milleproroghe o un "milletasse".
Enrico Letta, del Partito Democratico, afferma che il decreto milleproroghe "è profondamente iniquo. Dice sostegno alle famiglie e alle imprese, ma in verità mette nuove tasse, come al cinema, rifiuti, luce. Se è questa la logica di crescita e di sviluppo che il governo propone è una logica che non porterà da nessuna parte".
Anche Italo Bocchino, di Futuro e Libertà, è contrario al testo presentato del Milleproroghe 2011 perché "prevede la possibilità di aumentare la tassa sui rifiuti" e "cercava di riaumentare il numero di consiglieri e assessori, aggiungendo i gettoni di presenza ai consiglieri di quartiere delle città metropolitane".
Il Fli vota contro perché, aggiunge sempre Bocchino, "ci siamo impegnati davanti agli elettori, e vogliamo mantenere l'impegno: mai metteremo più tasse, mai aumenteremo i costi della politica".

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