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Fidel Castro: non c'è rifiuto alla pace ma non ho fiducia negli Stati Uniti

Fidel Castro torna a parlare attraverso una lettera inviata alla Federazione Studentesca Universitaria in occasione del 70esimo anniversario del suo ingresso nell'Università de L'Avana. Fidel Castro torna sull'apertura degli USA a Cuba, chiarendo: Non ho fiducia nella politica degli Stati Uniti e non ho scambiato una parola con loro. Qualsiasi soluzione pacifica e negoziata ai problemi tra gli Stati Uniti e i popoli o qualsiasi popolo dell'America Latina che non implichi la forza o l'impegno della forza, dovrà essere trattata in accordo con i principi e le nome internazionali".

Fidel Castro è vivo. A sostenerlo non è solo Diego Armando Maradona, che ha smentito le voci di morte di Fidel Castro, ma lo stesso Líder máximo che si rifà vivo, appunto, ma solo sulla carta. Il leader della Rivoluzione Cubana ha infatti inviato un messaggio alla Federazione Studentesca Universitaria in occasione del 70esimo anniversario del suo ingresso nell’Università de L’Avana, a cui fa osservare "le realtà di questo conosciuto, globalizzato e mal diviso pianeta Terra, dove si conosce ogni risorsa vitale depositata in virtù di fattori storici: alcuni con molto meno di quello che necessitano e altri con tanto che non sanno che farsene. - e prosegue - Nel mezzo, adesso, di grandi minacce e pericoli di guerra, regna il caos nella distribuzione delle risorse finanziarie e nella ripartizione della produzione sociale". La lettera prosegue con Fidel Castro che ammette: "Avverto che indubbiamente le idee rivoluzionarie devono stare sempre in guardia nella misura in cui l’umanità moltiplica le sue conoscenze. - perché - La natura c’insegna che possono essere trascorsi decine di milioni di anni luce e la vita in qualsiasi delle sue manifestazioni è sempre soggetta alle più incredibili combinazioni d materia e radiazioni". Fidel Castro rivendica quindi che fu grazie a Cuba che "si pose fine all’occupazione militare dell’Angola e all'Apartheid in Africa", liberando "dalle armi nucleari il continente africano".

Fidel Castro non ha mai commentato l'apertura degli Stati Uniti a Cuba, ricordando però nella lettera che "il saluto personale dei Presidenti di Cuba e degli Stati Uniti è avvenuto al funerale di Nelson Mandela" e che già, appunto "in quella data erano trascorsi vari anni da quando le truppe cubane avevano sconfitto in forma schiacciante l’esercito razzista del Sudafrica". Castro quindi chiarisce: "Sopravvenne allora il periodo speciale in tempo di pace, che è durato già 20 senza alzare bandiera bianca, una cosa che non abbiamo fatto e non faremo mai" spiegando quindi la sua "posizione essenziale con brevi parole": "Non ho fiducia nella politica degli Stati Uniti e non ho scambiato una parola con loro, senza che questo significhi, nè tanto meno, un rifiuto ad una soluzione pacifica dei conflitti e dei pericoli di guerra. Difendere la pace è un dovere di tutti. - precisando - Qualsiasi soluzione pacifica e negoziata ai problemi tra gli Stati Uniti e i popoli o qualsiasi popolo dell’America Latina che non implichi la forza o l’impegno della forza, dovrà essere trattata in accordo con i principi e le nome internazionali. Difenderemo sempre la cooperazione e l’amicizia con tutti i popoli de mondo e tra loro quelli dei nostri avversari politici. E' quello che reclamiamo per tutti". Fidel Castro infine conclude: "I gravi pericoli che oggi minacciano l’umanità dovranno cedere il passo a norme che siano compatibili con la dignità umana. Da questi diritti non è escluso nessun paese. Con questo spirito ho lottato e continuerà a lottare sin all’ultimo respiro".

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