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Fiat, democrazia negata? Elsa Fornero: Marchionne anticipa i tempi

La Fiat in questi giorni non si esime dall'essere al centro delle polemiche. Prima la vicenda dei tre operi di Melfi, poi le dichiarazioni di Sergio Marchionne sul fatto che il Lingotto potrebbe chiudere altri stabilimenti in Italia e ora la "cacciata" de l'Unità dalla bacheca della Magneti Marelli di Bologna. Con Elsa Fornero che commenta come Marchionne sia un uomo che "ha anticipato i tempi". Bui?

Nonostante Sergio Marchionne non vuole essere dipinto "come un uomo senza patria", la Fiat "è, ancora una volta, un esempio del suo cattivo rapporto con il Paese e con la Magistratura" come sostiene Vincenzo Scudiere, Segretario Confederale della CGIL, commentando la vicenda dei tre operai di Melfi, licenziati nel 2010, reintegrati in base alla sentenza della corte d'appello di Potenza, ma avvisati dal Lingotto attraverso un telegramma che non intende comunque "avvalersi delle loro prestazioni lavorative", tanto che Lina Grosso, uno dei legali Fiom annuncia: "Siamo decisi anche a denunciare penalmente l'azienda se non rispetterà la sentenza del giudice". Ma questa è solo una delle storie che in questi giorni hanno per protagonista la Fiat o più direttamente Sergio Marchionne. L'amministratore delegato di Fiat e Chrysler, infatti, nel corso di una lunga intervista di Massimo Mucchetti del Corriere della Sera (http://is.gd/mCGlQq) assicura che tutti gli stabilimenti italiani "staranno al loro posto" perché la Fiat ha "tutto per riuscire a cogliere l'opportunità di lavorare in modo competitivo anche per gli Stati Uniti", anticipando però senza troppi giri di parole che se ciò non accadesse il Lingotto si dovrà ritirare "da 2 siti dei 5 in attività". Quali? domanda il giornalista, e Marchionne risponde: "Ricorda Sophie's choice? Nel film, alla fermata del treno il nazista chiede a Sophie uno dei suoi due figli. In caso contrario li avrebbe ammazzati tutti e due. Sophie resiste, ma alla fine deve scegliere e passa il resto della sua esistenza con l'incubo di quella decisione. Dunque, per favore, non me lo chieda". Anche se qualcuno potrebbe pensare che gli unici che vivranno con tale incubo saranno i lavoratori di Mirafiori, Cassino, Atessa, Melfi e Pomigliano, visto che su due di questi stabilimenti pende la classica spada di Damocle. E infatti sul tema interviene anche Elsa Fornero rassicurando sul fatto che il governo Monti ha "a cuore l'industria dell'auto che è un pezzo della nostra storia" precisando che "interessa molto che resti da noi". Elsa Fornero ha quindi auspicato di poter "incontrare presto e in maniera più formale" Sergio Marchionne, l'uomo che "rompe gli schemi a volte in maniera fin troppo decisa", come afferma il ministro del Lavoro, dandogli il merito (se di merito si tratta) di saper "anticipare i tempi". Ad alimentare lo scontro la notizia poi che "la Magneti Marelli di Bologna, azienda del gruppo Fiat, 'prende a calci nel sedere l'Unità' " come spiega lo stesso quotidiano (http://is.gd/JB1jgS), precisando appunto che la testata giornalista è stata "cacciata dopo cinquant'anni dalla bacheca sindacale dei giornali usata, e pagata, dai sindacalisti". Molte le reazioni dal mondo politico, da Pier Luigi Bersani che ritiene il fatto "gravissimo e incommentabile" a Stefano Fassina, responsabile economico del PD, che si dice preoccupato "perché c'è un problema di democrazia nei luoghi di lavoro", spiegando che si tratta di "un'offensiva culturale sui diritti dei lavoratori. Si approfitta di condizioni particolarmente difficili per il lavoro oggi, a causa dell'occupazione, per portare avanti interventi che ci riportano all'inizio del secolo scorso". Interviene anche Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, affermando che ormai "negli stabilimenti Fiat la democrazia è negata" come "conferma anche la sentenza di Potenza", mentre Ezio Mauro, direttore de La Repubblica, su Twitter sottolinea che "Vietare l'Unità nella bacheca della fabbrica è un gesto arrogante da anni '60 e dimostra che per la Fiat la partita è ideologica".

27/02/2012 | update: 27/02/2012
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