Questo per "evitare inutili e costosi accumuli di vetture".
C'è crisi, e in Italia il mercato dell'auto si posizionerebbe addirittura ai livelli del 1979. E così, la Fiat annuncia che dal 20 al 31 agosto 2012 ben 2.150 lavoratori di Pomigliano d'Arco saranno messi in cassa integrazione ordinaria, perché lo stabilimento rimerrà chiuso.
La scelta di chiudere e mandare oltre 2mila operai in cassa integrazione viene spiegata dalla Fiat per "evitare inutili e costosi accumuli di vetture".
Il Lingotto quindi precisa che "dopo la chiusura estiva la fabbrica si fermerà per due settimane, dal 20 al 31 agosto", preannunciando che "nei prossimi mesi la situazione sarà oggetto di continuo monitoraggio".
"Finora del piano Marchionne abbiamo visto soltanto la parte che riguardava i sacrifici per i lavoratori, intermini di reddito, diritti e condizioni occupazionali" commenta Andrea Cozzolino, il vicecapo delegazione del PD al Parlamento Europeo, sottolineando che "dei tanto annunciati investimenti che erano stati messi sul piatto a parziale compensazione non vi è traccia" mentre "ancora una volta è prevalso un modello punitivo per i lavoratori, che ha provato a far profitto esclusivamente facendo leva su un ridotto costo del lavoro".
Cozzolino quindi conclude evvertendo che "quella che si è abbattuta su Pomigliano è la stessa logica che sta mandando in crisi il modello economico e produttivo italiano ed europeo" perché "senza risorse da destinare ad un processo di innovazione complessiva dei modelli e dei prodotti, qualificando e mettendo al centro la forza lavoro, non c'è piano di rilancio che tenga".
Mario Monti afferma che la Fiat ha il diritto e il dovere di scegliere dove investire, non solo in Italia. Elsa Fornero non si trova d'accordo, perché anche la Fiat "deve assumere comportamenti responsabili".
Da oggi vi saranno due nuove Fiat, quella ai più conosciuta "legata all'auto che con l'accordo con Chrysler" e poi Fiat Industrial "meno conosciuta, che però nei mercati dove opera è una delle più grandi al mondo". I debiti saranno divisi a metà.
Fiat Group Automobiles ha disdetto tutti gli accordi sindacali vigenti, perché vorrebbe estendere il contratto di Pomigliano a tutti gli stabilimenti. Sarebbe "l'applicazione per la prima volta nel Paese dell'articolo 8" fa notare Landini, e la Fiom rischia di essere esclusa.
Fiat comunica di aver concordato il prezzo che il Lingotto "pagherà per l'acquisto della partecipazione del 6% detenuta in Chrysler" dal Dipartimento del Tesoro USA. Ma l'obiettivo sembra essere quello di superare il 70 per cento della sua partecipazione in Chrysler.