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Fiat, Marchionne: la L0 sarà prodotta in Serbia, a rischio Mirafiori

La Fiat produrrà la nuova monovolume L0 in Serbia, e tale autovettura prevista in due versioni sostituirà quelle prodotte attualmente nello stabilimento di Mirafiori, cioè la Multipla, la Musa e l'Idea. Marchionne afferma che riguardo Mirafiori "ci stiamo pensando" e che in Serbia hanno più certezze, come finanziamenti e diritti e costo dei lavoratori più bassi.

Sembra ormai tutto deciso, soprattutto dopo le parole dette dall'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne in un'intervista a "La Repubblica".
La Fiat, infatti, produrrà la nuova monovolume L0 in Serbia, e tale autovettura prevista in due versioni sostituirà quelle prodotte attualmente nello stabilimento di Mirafiori, cioè la Multipla, la Musa e l'Idea.
Per Marchionne questa decisione è stata presa a seguito del "problema Pomigliano", altrimenti "la L0 l'avremmo prodotta in Italia", aggiunge.
Per quanto riguarda lo stabilimento di Mirafiori "faremo altro - dichiara l'ad, anche se non si sa ancora bene cosa, visto che poi aggiunge - ci stiamo pensando".
Insomma, da quello che si evince su certe questioni la Fiat sembra avere idee molto chiare, come dove produrre le auto e a chi dare la colpa di determinate scelte (visto che è uso italiano scaricare le responsabilità sempre su qualcun altro), mentre su altre questioni aleggia sempre l'ombra del dubbio.
Raffaele Bonanni, Segretario Generale della CISL, dichiara infatti che "la Fiat deve fare chiarezza su tutto il progetto Fabbrica Italia. Per questo all'amministratore delegato, Marchionne, diciamo: fermi le bocce, faccia luce sugli investimenti dell'azienda. Ed avvii una discussione aperta col sindacato, per tutti gli stabilimenti del Lingotto. - aggiungendo che - Occorre che la Fiat precisi il numero ed i nuovi modelli delle autovetture che intende produrre negli stabilimenti in Italia. Non aiutano in questo momento la confusione e le polemiche. Bisogna evitare di alimentare su questa delicata vicenda sindacale le strumentalizzazioni politiche che rischiano di scaricarsi sulla pelle dei lavoratori".
Bonanni non manca però di sottolineare come "qualche pezzo del movimento sindacale" deve "metterla con i polveroni che servono solo a produrre incertezze tra i lavoratori".
Il riferimento alla Fiom CGIL è chiaro, come è chiaro nelle parole di Marchionne: "Ci fosse stata la serietà da parte del sindacato, il riconoscimento dell'importanza del progetto, del lavoro che stiamo facendo e degli obiettivi da raggiungere con la certezza che abbiamo in Serbia, la L0 l'avremmo prodotta a Mirafiori".
La certezza che ha la Fiat in Serbia è probabilmente il finanziamento di 400 milioni da parte della Bei e i 250 milioni del Governo di Belgrado, senza contare che in Serbia "o in Polonia il costo del lavoro e il livello di tutela e garanzia dei diritti dei lavoratori sono molto più bassi che nel nostro Paese. Quello di Termini Imerese è solo il primo degli stabilimenti italiani che è stato sacrificato in nome di questa logica, complice un governo notaio e subalterno", come sostiene il senatore del PD Giuseppe Lumia.

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