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Fiat: Fabbrica Italia è il passato. Fornero: capire piani in Italia

FIAT scrive che "Fabbrica Italia" è un concetto sorpassato, coniato nell'aprile 2010 e che oggi in un mercato italiano crollato ai livelli degli anni settanta non ha semplicemente senso. La politica "normale" e "tecnica" è in ebollizione. Elsa Fornero ribadisce che incontrerà Sergio Marchionne.

L'ultima puntata del feuilleton tra FIAT e il governo dei "tecnici" era rimasta al "rendez-vous alla fine del tunnel" e cioè quando il ministro Elsa Fornero e l'ad di Fiat Sergio Marchionne si erano scambiati qualche parola al Gran Premio di Monza di Formula Uno "promettendosi" un incontro al Ministero del Lavoro tra breve. Nell'incontro si sarebbe dovuto parlare della situazione FIAT in Italia e degli sviluppi di quella che, una volta, si chiamava "Fabbrica Italia". La speranza che la Fabbrica Italiana Automobili Torino rimanga in Italia e mantenga (il verbo "crei" è ormai legato alla letteratura fantastica) i posti di lavoro attuali è forte, in un periodo che la crisi economica sta devastando i territori una volta protagonisti dell'industria pesante. La propensione dei politici a "tirare la giacchetta" (come dicono loro) a Sergio Marchionne è grande ed ecco perché forse l'ad di FIAT indossa sempre il maglione. Negli scorsi giorni le "speculazioni" politiche su FIAT sono state forti tanto che l'azienda il 13 settembre ha dovuto diramare una "precisazione" su "Fabbrica Italia" ed il suo reale significato, "politico" e industriale. Scrive FIAT: "Nei giorni scorsi, da parte di alcuni esponenti del mondo politico e sindacale, sono state fatte alcune dichiarazioni preoccupate per il futuro di 'Fabbrica Italia'. Fiat ricorda che con un comunicato emesso il 27 ottobre 2011 aveva annunciato che non avrebbe più utilizzato la dizione 'Fabbrica Italia' perché molti l'avevano interpretata come un impegno assoluto dell'azienda mentre invece si trattava di una iniziativa del tutto autonoma che non prevedeva tra l'altro alcun incentivo pubblico". Quindi FIAT ricorda che "da quando 'Fabbrica Italia' è stata annunciata nell'aprile 2010 le cose sono profondamente cambiate. Il mercato dell'auto in Europa è entrato in una grave crisi e quello italiano è crollato ai livelli degli anni settanta. E' quindi impossibile fare riferimento ad un progetto nato due anni e mezzo fa. E' necessario infatti che il piano prodotti e i relativi investimenti siano oggetto di costante revisione per adeguarli all'andamento dei mercati". Vale la pena proseguire nella lettura del comunicato FIAT in quanto c'è sia un chiaro messaggio per i sindacati quanto per chi continua ad ironizzare sull'antico acronimo di "Fabbrica Italiana Automobili Torino". FIAT infatti è oggi un marchio di "Fiat Group Automobiles", è una multinazionale. Ecco il messaggio per i sindacati sempre dal comunicato FIAT: "In occasione dell'incontro con le Organizzazioni Sindacali che si è tenuto a Torino il primo agosto scorso Fiat ha ribadito: 'La delicatezza di questo periodo, di cui è impossibile prevedere l'evoluzione, impone a tutti la massima cautela nella programmazione degli investimenti. Informazioni sul piano prodotti/stabilimenti saranno comunicate in occasione della presentazione dei risultati del terzo trimestre 2012'". Elsa Fornero da Verona, letto il comunicato FIAT ribadisce che "il governo ha intenzione di approfondire con l'ad di Fiat, Sergio Marchionne, i suoi piani in Italia". Il ministro del Lavoro dice poi: "Vogliamo approfondire col dottor Marchionne cosa abbia in mente nei suoi piani di investimento e per l'occupazione in questo paese". Ma il comunicato FIAT si concludeva con queste parole. Una sorta di risposta "precog" alla Fornero: "Vale la pena di sottolineare che la Fiat con la Chrysler è oggi una multinazionale e quindi, come ogni azienda in ogni parte del mondo, ha il diritto e il dovere di compiere scelte industriali in modo razionale e in piena autonomia, pensando in primo luogo a crescere e a diventare più competitiva. La Fiat ha scelto di gestire questa libertà in modo responsabile e continuerà a farlo per non compromettere il proprio futuro, senza dimenticare l'importanza dell'Italia e dell'Europa". Elsa Fornero sempre da Verona rimanda quindi alla prossima puntata: "Il ministro del Lavoro non può convocare l'ad di una grande azienda, ma gli ho già dato delle date di disponibilità per incontrarlo". E la Fornero rassicura: "Già nei prossimi giorni".

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