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Sanremo e 150 anni Unità d'Italia. E Inno Nazionale di Luca Carboni?

Il Festival di Sanremo 2011 è ormai alle porte. Dopo la lista dei Big ecco qualche anticipazione sulla serata omaggio ai 150 anni dell'Unità d'Italia che dipingerà "l'affresco del nostro Paese". E in molti si chiedono se ci sarà anche l'Inno Nazionale di Luca Carboni.

Manca poco meno di due mesi all'inizio del Festival di Sanremo 2011 (ormai giunto alla sua 61esima edizione) che già l'ansia degli italiani per l'evento dell'anno cresce.
Ma quest'anno il Festival non sarà solo una kermesse canora ma anche un omaggio ai 150 anni dell'Unità d'Italia tanto che il 17 febbraio verranno eseguite sul palco dell'Ariston "14 pennellate che dipingeranno l'affresco del nostro Paese", come descrive l'evento il direttore di Raiuno Mauro Mazza.
"Ogni canzone - prosegue Mazza - sarà accompagnata dal ricordo di un momento della nostra storia" e "per dare solennità alla serata" addirittura "verrà chiesto a tutti di vestire in abito scuro, anche in smoking".
Inizialmente per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia si era pensato di far cantare "Bella ciao" e "Giovinezza" ma lo stesso conduttore ammette che, oltre all'opposizione del Cda della Rai, era "difficile assegnarle ai cantanti" perché "molti artisti erano infatti disposti a cantare Bella Ciao e pochi Giovinezza".
Per il 17 febbraio quindi sono state scelte canzoni come "Viva l'Italia", "Và Pensiero" ma anche "titoli importanti che toccano tanti temi come la guerra in 'O surdato 'Nnammurato, i sentimenti con Mamma, l'immigrazione con La ballata di Sacco e Vanzetti e un periodo particolare per l'Italia, il 1939, con Mille lire al mese" spiega Gianni Morandi.
Ma se l'intenzione è veramente quella di dipingere "l'affresco del nostro Paese" forse dovrebbe essere anche inserito l'Inno Nazionale, ma non quello di Mameli bensì quello di Luca Carboni.
Con il suo Inno Nazionale (http://www.youtube.com/watch?v=EYQhWqCvXTQ) Luca Carboni descrive infatti alla perfezione l'Italia, come quando per esempio nell'inciso canta: "e poi eravamo troppo fascisti e anche troppo menefreghisti allora giù botte coi manganelli comunque non eravamo troppo fratelli poi diventammo troppo comunisti, e anche troppo democristiani e sì che il tempo passa ma siamo ancora troppo italiani!".

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