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Sanremo, Francesca Montinaro: "voglio portare in scena uno strappo"

Francesca Montinaro la scenografa dei luoghi emozionali e dei filtri immateriali approda a Sanremo 2013 "con uno strappo" per "portare in scena la rinascita dell'Italia con una visione verso una sua storia millenaria che è troppo spesso dimenticata".

Quando si pensava che Fabio Fazio e Luciana Littizzetto avrebbero calcato le scene dell'Ariston, era prevedibile che queste ultime sarebbero state disegnate da Francesca Montinaro. Il tabù della prima donna che disegna la scenografia del Festival di Sanremo è stato quindi infranto consacrando Montinaro, ufficialmente, come parte dell'immaginario collettivo del telespettatore italiano. Telespettatore che, seppur inconciamente, ha incamerato senz'altro i luoghi emozionali e i filtri immateriali che la scenografa romana ha disegnato per Vieni via con me (Rai 3) condotto da Fabio Fazio e Roberto Saviano; Le invasioni barbariche (LA7) condotto da Daria Bignardi; Gli Intoccabili (LA7) condotto da Gianluigi Nuzzi; Piazzapulita (LA7) condotto da Corrado Formigli; L'era glaciale (Rai 2) condotto da Daria Bignardi; Exit (LA7) condotto da Ilaria D'Amico, e tante altre trasmissioni beneamate dal pubblico televisivo italiano. In un video pubblicato sulla pagina ufficiale Rai di Sanremo 2013 la scenografa racconta che sono tanti gli elementi da valutare nella creazione di una scenografia per il Festival: "dal pubblico agli artisti, al conduttore del programma, al messaggio che si vuole trasmettere. L'obiettivo è coinvolgere il telespettatore, il pubblico che osserva all'interno dell'Ariston". "Sono molto felice di fare il Festival di Sanremo - aggiunge Francesca Montinaro -, sono felice perché per chi si occupa di televisione in Italia è l'approdo, è la cosa più importante che c'è, quella con cui tu sei cresciuto, chi non ha visto il Festival di Sanremo almeno una volta. Naturalmente per me fare il Festival di Sanremo in questo gruppo di lavoro è ancor più emozionante perché è un gruppo di lavoro in cui io ho un'affinità elettiva molto forte, è un gruppo di lavoro stimolante che ti richiede coraggio. Al giorno d'oggi nessuno ti chiede mai di osare e di spingere più che puoi la tua creatività. Perciò mi sento doppiamente fortunata". Francesca Montinaro "vede" il palco dell'Ariston per Sanremo 2013 in modo "diverso" da chi l'ha proceduta, dato che sottolinea come voglia, in un certo senso, far tornare il Festival della Canzone italiana, all'Italia almeno dal punto di vista scenografico. Punto di vista che era un po' sfumato in questi ultimi anni, tanto che la scenografa definisce "uno strappo", anche come elemento scenico, il taglio che ha deciso per la scena. Afferma ancora la scenografa ai microfoni della Rai: "Ho pensato che dopo tanti anni in cui si rappresentava più l'America che l'Italia al Festival di Sanremo, lo ha fatto Castelli per tanti anni con Las Vegas, lo ha fatto Ferretti con Broadway, io ho pensato che noi non abbiamo bisogno dell'America, noi abbiamo una storia millenaria da far vedere per cui io ho puntato su questo, ho trovato Fazio molto disponibile a questi temi, e ho lavorato sulla suggestione visiva". Ma quali sono le colonne su cui poggiano le "americane" di Francesca Montinaro? E' lei stessa a svelarli: "I miei riferimenti sono stati i fratelli Bibbiena, senz'altro, cioè lo stimolo e lo stupore barocco, Lidia Laghi che è stata una grande scenografa, e poi naturalmente un incrocio necessario, evolutivo con Burri e Fontana che sono l'informale italiano e che hanno un concetto di spazio che io amo molto, che io condivido. Per cui per me che cosa significa lo strappo, perché dico voglio portare in scena uno strappo, in realtà voglio portare in scena la rinascita dell'Italia con una visione verso una sua storia millenaria che è troppo spesso dimenticata".

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