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Luca e Paolo Sanremo, parodia Uomini soli: ci manca tanto il Cavaliere

Nuova parodia di Luca e Paolo (Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu) al Festival di Sanremo, unico momento divertente dell'intera serata. Dopo il "Ti sputtanerò" dell'anno scorso tornano intonando un appello: "ci manca tanto il Cavaliere".

Luca e Paolo sono l'unico momento divertente di questo Sanremo 2012. Niente è iniziato, infatti, con il piede giusto in questa 62esima edizione del Festival di Sanremo, a partire dalla valletta Ivana Mrazova con la cervicale e che ha saltato la prima puntata (e forse non riuscirà a partecipare neanche a quelle successive) per finire con Adriano Celentano che in un monologo infinito è riuscito ad offendere mezza Italia.
Solo l'introduzione di Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu (che Gianni Morandi ancora sembra non saper distinguere, neanche fossero gemelli omozigoti) ha strappato probabilmente un sorriso al telespettatore. Il duo comico ha ricordato la canzone "Ti sputtanerò" (su Youtube emebeddato da tanti utenti) che ironizzava su una politica che oramai sembra (apparentemente) non esserci più, nascosta dietro il "rigore" del governo tecnico guidato da Mario Monti. Dopo la "caduta" di Silvio Berlusconi, Luca e Paolo intonano quindi una nuova parodia adattata sulle note di "Uomini soli" dei Pooh, che sembra più un appello: "Ci vedi in televisione con la faccia mogia mogia, facciam battute più tristi di un dossier sulla Cambogia, sperduti senza più vittime vere, vanno a puttane le nostre carriere, ci manca tanto il Cavaliere".
Qui di seguito il resto della canzone (che si può trovare già su Youtube), e che potrebbe non valere solo per la carriera dei comici, visto che da quanto Silvio Berlusconi ha lasciato il governo il Paese sembra essersi spento. Senza dibattito politico una buona parte degli italiani pare infatti disinteressata a qualsiasi tipo di provvedimento intenda adottare Mario Monti. Il cattivo della storia, infatti, non c'è più e gli italiani sembra quasi che non sappiano più con chi potersela prendere, o nei confronti di chi rivendicare i propri diritti, che nell'indifferenza generale paiono andare sempre più assottigliandosi.
"Si strugge sul suo divano tutta sola la Dandini, ritorna in tv la Guzzanti sì, ma hanno tolto Minzolini, non si può fare satira davvero, senza più la Carfagna al ministero... adesso c'è sto legno, la Fornero". Poi il ritornello:
"Dimmi dove andrà la mia comicità se manca proprio lui che ha trombato più di noi, con Mario Monti no, non si posson fare lazzi, né Chiabretti né Luttazzi, per la satira son cazzi. Ma dimmi se si può fare i comici così, con il Pdl che sta inciuciato col PD, non ci sono più i cattivi, le battute su Schettino hanno già rotto il belino".
"I conti sono alla frutta senza Scajola né Borghezio, Emergency raccoglie fondi per la Littizzetto e Fazio, non c'è uno straccio si intercettazione, le escort sono in cassa integrazione, Emilio Fede va in pensione".
"Ho visto Nanni Moretti sulla vespa a Ponte Milvio, da quando manca il Caimano porta pizze a domicilio e Vauro per uscire un po' dal coro ha fatto una vignetta su Santoro: l'han fucilato a freddo contro il muro". "Ma che fine farà la mia comicità, se si è dimesso lui chi mi censurerà? Potrei forse fare il botto, se dicessi che ci ha rotto questo articolo 18, ma lo dico con rispetto, lo sai che non si può far battute sui tassisti, gli statali e gli operai, i Saviano e i giornalisti, e se tocchi la Camusso come comico sei fesso perché perdi il posto fisso.
O signore del creato, te lo chiedo inginocchiato, fa che torni quel pelato".

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