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L'Armata Rossa sbarca a Sanremo 2013 perché ancora troppo italiani

Neanche Silvio Berlusconi avrebbe immaginato che a Sanremo 2013 sarebbe sabarcata l'Armata Rossa, per un senso di "nostalgia verso l'Unione Sovietica" di Toto Cutugno. All'Ariston si canta "l'italiano vero", ma non quello dell'Inno Nazionale, di Luca Carboni.

Neanche Silvio Berlusconi, che pensava ad un Sanremo 2013 stile "festa dell'Unità", avrebbe forse immaginato che all'Ariston sarebbe sbarcata addirittura del'Armata Rossa . A portarla in scena con il cuore "nostalgico per l'Unione Sovietica del passato" è Toto Cutugno. Naturalmente, a salire sul palco di Sanremo 2013 non sono le forze armate dell'Unione Sovietica ma il bravissimo Complesso Accademico di Canto e Ballo dell'Esercito Sovietico "A.V. Aleksandrov". Ma ciò che forse ha reso tutto più paradossale, in realtà, è che è stato proprio il Coro dell'Armata Rossa a ricordare al pubblico di Sanremo 2013 cos'era (e cos'è) l'italiano vero, quello però che oggi non ha più "un partigiano come Presidente" e che al posto "dell'autoradio" ha "sempre nella mano destra" un iPhone (forse proprio a causa di quella "troppa America sui manifesti"). Ma se per Toto Cutugno l'italiano è sempre quello con la "chitarra in mano" per qualcun'altro è soprattutto quello pennellato in Inno Nazionale da Luca Carboni quando "eravamo troppo fascisti / e anche troppo menefreghisti / allora giù botte coi manganelli / comunque non eravamo troppo fratelli / poi diventammo troppo comunisti, e anche troppo democristiani / e sì che il tempo passa / ma siamo ancora troppo italiani!".

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