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Festa della Repubblica in deficit, di democrazia

Il 2 giugno è la Festa della Repubblica Italiana, ma quest'anno verrà celebrata in "deficit di democrazia": dalla nomina di Mario Monti da parte di "Re Giorgio" alle denunce presentate contro Capo dello Stato, ministri e Parlamento per "attentato contro la Costituzione".

La Festa della Repubblica si celebra il 2 giugno perché è in questa data che il popolo italiano fu chiamato a decidere, attraverso un referendum istituzionale, quale forma di governo dare al Paese, dopo gli anni bui del fascismo.
E gli italiani, nel 1946, scelgono la Repubblica. Da allora molte cose sono cambiate. I Savoia, per esempio, non sono più in esilio, e il governo è nelle mani di ministri non eletti dai cittadini italiani.
La Festa della Repubblica 2012, infatti, probabilmente verrà ricordata nella storia perché la prima ad essere celebrata in "deficit di democrazia", come sottolineava l'economista Stefano Zamagni , presidente dell'Agenzia per il Terzo Settore e docente di economia politica presso l'Università di Bologna, in una intervista rilasciata a Radio Vaticana a pochi giorni dalla nomina di Mario Monti a Presidente del Consiglio.
Per Zamagni era "evidente" fin da subito che la soluzione di mettere Mario Monti a capo del governo era "richiesta dalla finanza internazionale piuttosto che dalla politica italiana", tanto da domandarsi: "Ma se un governo viene fatto sull'onda delle richieste dei mercati finanziari, dove va a finire la democrazia intesa in senso proprio?".
Va a finire che per lo meno viene "temporaneamente sospesa", anche se il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rimane convinto che nominare Mario Monti prima senatore a vita per poi farlo diventare premier del giro di 3 giorni non rappresenta "alcuno strappo costituzionale", perché a suo giudizio "la lunga, irriducibile contrapposizione, al limite dell'incomunicabilità che si era determinata tra le forze politiche" aveva "reso impraticabile ogni ipotesi di larga coalizione".
Ma l'anomalia di avere a capo del governo un non eletto viene notata anche oltreoceano, tanto che il New York Times arriva a chiamare Napolitano "Re Giorgio" , che in una Repubblica democratica non sembra essere proprio un complimento.
Ma la Repubblica italiana presenta un "deficit di democrazia" anche per un altro motivo, secondo diversi osservatori.
L'Italia, come del resto tutti i Paesi membri dell'Eurozona, ha perso una parte significativa della propria sovranità, quella monetaria.
L'euro, infatti, non "appartiene" a nessuno Stato, e i Paesi dell'Eurozona possono solo usarlo, indebitandosi.
Anche per questo, quest'anno, prima un avvocato di Cagliari, Paola Musu , e poi il giornalista Paolo Barnard , seguito da circa altre 150 persone, hanno denunciato Giorgio Napolitano, Mario Monti, tutti i ministri e i membri del Parlamento che dal Trattato di Maastricht fino al Fiscal Compact del 2 marzo 2012 hanno "consegnato la sovranità del popolo italiano in materia di politica monetaria, economica e fiscale (...) e, con essa, la sostanza essenziale ed intangibile della sovranità popolare, nelle mani di organismi esterni alla Repubblica (BCE, SEBC, Commissione), di struttura e composizione prettamente oligarchica e privi di alcun fondamento democratico e, tanto meno, repubblicano e senza che il popolo vi abbia mai manifestato espresso e formale consenso", come si legge nell'esposto dell'autore de "Il più grande crimine" .
Quindi oggi 2 giugno si può anche celebrare la Festa della Repubblica, ma qualcuno forse a questo punto si potrebbe anche domandare a quale delle tre forme politiche dello Stato, formulate per primo da Aristotele, appartenga ancora l'Italia.

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