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Ferguson, riesplode rabbia: per Gran Giurì poliziotto non ha colpa per uccisione Mike Brown

Riesplode la rabbia a Ferguson, nel Missouri, dopo che il Gran Giurì ha deciso di non procedere contro Darren Wilson, il poliziotto che il 9 agosto scorso sparò e uccise il diciottenne nero Mike Brown. Il Gran Giurì e la corte, composta da 9 bianchi e 3 afroamericani, hanno ritenuto più credibile la versione del poliziotto, mentre le testimonianze sono state ritenute discordanti.

Riesplode la protesta, e la violenza, a Ferguson, nel Missouri, dopo che il Gran Giurì nella serata di lunedì 24 novembre (le prime luci dell'alba di oggi Italia) ha deciso di non procedere per il caso di Darren Wilson, il poliziotto che il 9 agosto scorso sparò e uccise il diciottenne nero Mike Brown. Per il Gran Giurì non ci sono infatti prove sufficienti per il rinvio a giudizio di Wilson, e la corte composta da 9 bianchi e 3 afroamericani non ha trovato nessuna probabile causa per almeno uno dei cinque possibili reati contestati al poliziotto, che andavano da omicidio di primo grado a omicidio colposo. Dopo l'annuncio, che per motivi di ordine pubblico forse poteva essere posticipato alla mattina successiva, nella città di Ferguson è esplosa la rabbia, con edifici dati alle fiamme e macchine della polizia andate distrutte. Ma da Ferguson la protesta si è allargata anche nelle principali città americane come New York, Seattle, Los Angeles, Chicago, Cleveland, Oklahoma City, Oakland e Pittsburg. In totale tra Ferguson e St. Louis sono state arrestate 82 persone. I media americani cercano di spiegare la decisione presa dal Gran Giurì, presentando la versione fornita da Darren Wilson, che sarebbe stato colpito con due pugni al volto prima di sparare contro Mike Brown. Il poliziotto, testimoniando davanti al Gran Giurì, avrebbe poi smentito che il diciottenne avesse avuto le mani alzate poco prima di essere raggiunto dai suoi colpi di pistola, affermando di aver sparato perché Mike Brown si sarebbe messo a correre verso di lui "nascondendo la mano destra sotto la camicia in prossimità della cintura". A riprova delle parole del poliziotto, sono state anche pubblicate le foto che mostrano i lividi sulla faccia di Darren Wilson quel 9 agosto. Di contro, il Gran Giurì avrebbe ascoltato le molte testimonianze (circa 60) in merito ai fatti avvenuti il giorno dell'uccisione di Mike Brown, trovando però "molte discrepanze" tra i vari racconti. In realtà, la decisione del Gran Giurì sembrava già essere nell'aria da diversi giorni, tanto che il governatore del Missouri Jay Nixon aveva allertato la Guardia Nazionale in vista del verdetto, ordinato che truppe supplementari fossero distribuiti per la città.

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