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Fedez lascia Siae per Soundreef e chiede a Parlamento di recepire direttiva Barnier

Fedez lascia Siae (Società italiana degli autori ed editori) e si affida a Soundreef per la raccolta dei suoi diritti d'autore. La scelta del rapper di passare dalla Siae a Soundreef è legata infatti alla direttiva UE 2014/26 (meglio nota come direttiva Barnier dal nome del suo relatore) che liberalizza la raccolta dei diritti d'autore. Ma in Italia il percorso parlamentare è appena cominciato.

Fedez lascia Siae (Società italiana degli autori ed editori) e si affida a Soundreef (società costituita nel Regno Unito nel 2011) per la raccolta dei suoi diritti d'autore. "Ho scoperto Soundreef - racconta Fedez - perché sono appassionato di start up e in più si occupa di un contenuto che mi riguarda direttamente. Ho scelto di affidarmi a loro per la raccolta dei miei diritti d'autore perché voglio sostenere chi fa della trasparenza e della meritocrazia un valore fondante". Quella di Fedez "è una scelta coraggiosa ma anche di innovazione, dettata dalla voglia di cambiare il sistema che garantisce i più forti" afferma quindi Davide D'Atri, fondatore e amministratore delegato di Soundreef, aggiungendo: "La rivoluzione digitale non poteva che travolgere i monopoli che ancora resistono nel nostro Paese. Assisteremo presto a un effetto domino".

La scelta del rapper di passare dalla Siae a Soundreef è legata infatti alla direttiva UE 2014/26 (meglio nota come direttiva Barnier dal nome del suo relatore) "sulla gestione collettiva dei diritti d'autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l'uso online nel mercato interno". In sostanza, la direttiva Barnier liberalizza la raccolta dei diritti d'autore. I Paesi membri dell'UE avevano 24 mesi di tempo per incorporare la direttiva nella legislazione nazionale, ma in Italia il percorso parlamentare è appena cominciato.

"Spero che questa mia scelta possa accendere un riflettore su un argomento complesso. C'è una legge da fare in maniera tempestiva" sottolinea infatti Fedez, dichiarando infine: "Soundreef è un'alternativa fresca. Mi dà alternative trasparenti. In Siae invece quattro dipendenti su dieci sono legati da parentele politiche e clientelari".

Pronta la replica della Siae che in una nota spiega di ritenere "talune dichiarazioni" di Fedez "frutto di una non corretta informazione" ed assicura che la società ha "un peso e una massa critica" che le consente "di tutelare al meglio gli interessi dei nostri associati, anche nei tavoli di negoziazione con grandi player internazionali". Pur dispiaciuta per l'abbandono di Fedez, la Siae ricorda però che "dal 1 gennaio 2015 a fine marzo 2016 circa 6.000 nuovi autori under 31 si sono iscritti" anche grazie all'azzaramento della "quota d'iscrizione per giovani e start up editoriali" e all'abbassamento della provvigione che "oggi in media è sotto al 16%".

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