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Processo Aldrovandi bis: Cassazione condanna poliziotto per "depistaggi"

Il processo "Aldrovandi bis", sui "depistaggi" nelle indagini sulla morte del giovane ucciso a Ferrara il 25 settembre 2005 durante un controllo di polizia, si è concluso con una condanna ad otto mesi in Cassazione nei confronti di un agente.

Il processo "Aldrovandi bis", sui "depistaggi" nelle indagini sulla morte del giovane ucciso a Ferrara il 25 settembre 2005 durante un controllo di polizia, si è concluso con una condanna ad otto mesi in Cassazione nei confronti di un agente. Per un secondo poliziotto, invece, è intervenuta la prescrizione, con la Cassazione che ha annullato senza rinvio la condanna a dieci mesi di reclusione per favoreggiamento e omissione di atti di ufficio. La Suprema Corte ha dichiarato "inammissibile per tardività" il ricorso presentato dalla difesa del condannato, a cui è stato contenstato di non aver inserito nel fascicolo del pm il registro delle telefonate arrivate al 113 quando Federico Aldrovandi morì in seguito al fermo degli agenti. Il 6 luglio 2009 quattro poliziotti vengono condannati in primo grado a 3 anni e 6 mesi di reclusione, per "eccesso colposo nell'uso legittimo delle armi". Il 21 giugno 2012, dopo un lungo l'iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna.

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