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Guidi: imprese non licenzino. Serve flessibilità non un taglio delle tasse

Mentre il PIL dell'Italia continua ad aumentare così come la disoccupazione e il debito pubblico, il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi non annuncia il celebre Jobs Act ma lancia un "appello alla responsabilità sociale degli imprenditori" affinché non licenzino. Finora, però, gli appelli degli imprenditori al governo sono rimasti inascoltati.

Mentre il governo prende (e perde) tempo sul celebre Jobs Act, il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi lancia un appello alle aziende affinché "non licenzino", lanciando un "appello alla responsabilità sociale degli imprenditori". In realtà, sono da anni che gli imprenditori lanciano appelli al governo, chiedendo tra le tante un abbassamento delle tasse sul lavoro e un rilancio dell'economia, ma questi sono rimasti inesorabilmente inascoltati. E ancora oggi, il ministro Guidi sostiene che "non è con un taglio delle tasse che si permette alle aziende di assumere il giorno dopo", difendendo invece a spada tratta quel bonus da 80 euro che non è servito nemmeno nel periodo dei saldi. L'ex presidente dei Giovani di Confindustria però auspica "una maggiore flessibilità in entrata e in uscita" visto che "il mondo è cambiato e si possono cambiare norme ormai datate", come l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Il ministro dello Sviluppo Economico, però, forse dimentica che la "flessibilità" per essere "cosa buona e giusta", come la definisce nell'intervista a La Repubblica, deve avere come presupposto un mercato del lavoro vivace e fiorente, e questo non è il caso dell'Italia.

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