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Volkswagen: in USA l'accordo, in Italia manca volontà difendere cittadini - dice Federconsumatori

"Mentre Mitsubishi entra nell'occhio del ciclone, Volkswagen sembra aver raggiunto un accordo con il governo statunitense per rimediare all'analogo scandalo che la riguarda", comunica Federconsumatori.

"Mentre Mitsubishi entra nell'occhio del ciclone - informa in una nota Federconsumatori -, Volkswagen sembra aver raggiunto un accordo con il governo statunitense per rimediare all'analogo scandalo che la riguarda. Secondo indiscrezioni di stampa, il gruppo tedesco propone di riacquistare o risistemare tutte le auto i cui motori erano stati truccati per mascherarne le emissioni nocive e di risarcire con 4.400 / 5.000 euro ognuno dei 600mila acquirenti statunitensi."
Dalla federazione dei consumatori chiariscono quindi: "Volkswagen deve presentare il suo piano a un tribunale di San Francisco, che ha raccolto le denunce di molti proprietari, se vuole evitare un processo. L'irregolarità era stata scoperta proprio negli Stati Uniti a settembre, ma il costruttore aveva poi ammesso di aver installato in 11 milioni di auto diesel, vendute in tutto il mondo, il 'software' in grado di falsificare i valori delle emissioni inquinanti."
"In Italia non vi è stata nessuna presa di posizione da parte delle Autorità competenti in merito alla procedura di richiamo da parte della società delle auto coinvolte per il cambio gratuito della centralina senza nessun riconoscimento economico per il danno subito dai possessori delle auto. - denuncia - E' mancata e manca la volontà di difendere il cittadino come è mancata una forte iniziativa pubblica contro la Volkswagen in merito al danno ambientale che ha prodotto a fronte di immissioni irregolari!".
"Molte volte ci si vanta di essere una potenza economica e industriale dimenticandoci che si è forti e si gode di rispetto applicando regole che portino a questo stesso rispetto. Ogni cittadino italiano che ha comprato un mezzo non conforme è un cittadino italiano umiliato e deriso - si puntualizza in conclusione -, al quale normative di legge attuali impediscono di potere rivendicare un giusto riconoscimento."

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