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San Camillo Roma nega morte dignitosa: caso evidente di malasanità, dice Federconsumatori

Federconsumatori commenta il caso del San Camillo di Roma.

"Federconsumatori esprime la propria vicinanza e solidarietà a Patrizio e alla sua famiglia. L'uomo - riferisce in un comunicato la federazione dei consumatori -, malato di cancro e deceduto dopo aver trascorso 56 ore al Pronto Soccorso del San Camillo di Roma, è stato vittima di un evidente e gravissimo caso di malasanità, in merito al quale riteniamo sospette e auto assolutorie le giustificazioni dell'ospedale."

"Le strutture sanitarie e i medici che si sono occupati del paziente avevano l'obbligo di informare i familiari in merito a diagnosi, efficacia delle terapie ed eventuali peggioramenti. E' assolutamente inaccettabile che il paziente sia stato lasciato in agonia in condizioni disumane e riteniamo gravissima una situazione in cui ad un malato terminale vengono negate le cure necessarie. Tutelare il diritto alla salute dei cittadini significa anche e soprattutto garantire diagnosi, cure e terapie - anche quelle del dolore - nonché provvedere per tempo a creare le condizioni per una 'morte dignitosa'" si commenta in ultimo.

© riproduzione riservata | online: | update: 07/10/2016

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