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Istat: crescita sì ma a ritmo moderato. Per la ripresa c'è sempre un "ma"

"'L'economia italiana continua a crescere con un ritmo moderato'. Questo il verdetto dell'Istat nella nota mensile sull'andamento dell'economia. C'è sempre un 'ma' a frenare gli ottimismi e la ripresa, scrive in un comunicato Federconsumatori.

"'L'economia italiana continua a crescere con un ritmo moderato'. Questo il verdetto dell'Istat nella nota mensile sull'andamento dell'economia. Tutti i dati non fanno altro che confermare la fase di incertezza e instabilità che ancora caratterizza il nostro sistema economico. C'è sempre un 'ma' a frenare gli ottimismi e la ripresa" osserva in una nota Federconsumatori.
"La spesa delle famiglie si risolleva timidamente - si sottolinea -, ma peggiora la fiducia. Il PIL cresce in misura moderata, ma rallenterà nel breve termine. È possibile un recupero dell'inflazione, ma solo dall'autunno. Migliora l'occupazione nei servizi, ma peggiore altrove."

«È necessario che, ora, il Governo prenda in mano la situazione e si decida a trasformare in una svolta concreta i timidi segnali provenienti dal sistema economico. - dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef - In tal senso è urgente e indispensabile capire che il lavoro è il vero problema del Paese e che bisogna attuare, in maniera determinata e perentoria, quel Piano Straordinario per il Lavoro che invochiamo da tempo, convogliando su di esso tutte le risorse».

"Un piano che punti su: lo sviluppo tecnologico e la ricerca; la realizzazione di opere di messa in sicurezza di scuole e ospedali; la modernizzazione di infrastrutture, reti e trasporti; l'avvio di un programma per lo sviluppo e la valorizzazione dell'offerta turistica nel nostro Paese" si ribadisce.
"Il rilancio dell'occupazione consentirebbe una redistribuzione dei redditi ed una ripresa della domanda interna in grado di dare nuove prospettive alla nostra economia - viene quindi evidenziato -, di dare stabilità a vigore agli incerti andamenti che ancora la caratterizzano."
"Dare un'occupazione ai giovani senza lavoro, non lo dimentichiamo, significa dare ossigeno alle famiglie che attualmente rappresentano il vero sistema di welfare, con una spesa di circa 400-500 euro al mese per mantenere figli e nipoti disoccupati. Dare risposte e opportunità a questi giovani e a queste famiglie significa voler davvero cambiare marcia e innestare i presupposti per una vera, concreta, strutturale ripresa del nostro sistema economico" si segnala in ultimo.

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