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Istat: aumenta potere acquisto famiglie. Ma dal 2012 meno 10% consumi, riflette Federconsumatori

"I dati sulla spesa delle famiglie e sul loro potere di acquisto svelano, ancora una volta, tutto l'ottimismo dell'Istat. Un ottimismo fuori luogo, a nostro avviso. Basterebbe pensare a quanto spendono le famiglie per mantenere figli e nipoti disoccupati, per capire in quali condizioni realmente si trovano i loro bilanci", illustra in un comunicato Federconsumatori.

"I dati sulla spesa delle famiglie e sul loro potere di acquisto svelano - diffonde in una nota Federconsumatori -, ancora una volta, tutto l'ottimismo dell'Istat. Un ottimismo fuori luogo, a nostro avviso. Basterebbe pensare a quanto spendono le famiglie per mantenere figli e nipoti disoccupati, per capire in quali condizioni realmente si trovano i loro bilanci."
"Secondo quanto calcolato dall'O.N.F. - Osservatorio Nazionale Federconsumatori - questi incidono sulla spesa delle famiglie per una cifra pari a circa 400-500 euro al mese. A questo si aggiungono i dati, sempre rilevati dal nostro osservatorio, relativamente all'andamento dei consumi negli ultimi anni: dal 2012 al 2015 la diminuzione dei consumi risulta pari al 10% (con una riduzione complessiva della spesa delle famiglie di 75,5 miliardi di euro ). Dati drammatici, che dovrebbero suscitare preoccupazione nel governo e farlo attivare concretamente per l'avvio di seri provvedimenti tesi a rimettere in moto il mercato occupazionale" prosegue l'associazione dei consumatori.
«La nostra economia, da troppo tempo, soffre per via della crisi della domanda interna dettata dalla mancanza di lavoro. - dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. - Per questo è urgente prendere il controllo su tale situazione e attivare al più presto quel Piano Straordinario per il Lavoro che invochiamo da tempo».
Si riferisce dunque: "Un piano che dovrà prevedere i necessari investimenti per: - lo sviluppo tecnologico e la ricerca; - la realizzazione di opere di messa in sicurezza di scuole e ospedali; - la modernizzazione di infrastrutture, reti e trasporti; - l'avvio di un programma per lo sviluppo e la valorizzazione dell'offerta turistica nel nostro Paese."
Viene riferito inoltre: "Creare occupazione e operare una redistribuzione dei redditi sono le operazioni principali di cui l'Italia ha bisogno per uscire veramente dalla crisi. È ora che anche il Governo lo capisca e si attivi in tal senso."

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