le notizie che fanno testo, dal 2010

Istat: Federconsumatori nutre dubbi sui dati eccessivamente ottimisti

"Nutriamo forti dubbi sui dati, eccessivamente ottimisti, diffusi oggi dall'Istat. A nostro avviso la situazione è ben diversa, il potere di acquisto delle famiglie stenta a riprendere quota dopo la caduta vertiginosa degli ultimi anni -13,4% dal 2008 al 2015", scrive in una nota Federconsumatori.

"Nutriamo forti dubbi sui dati, eccessivamente ottimisti, diffusi oggi dall'Istat. A nostro avviso la situazione è ben diversa, il potere di acquisto delle famiglie stenta a riprendere quota dopo la caduta vertiginosa degli ultimi anni -13,4% dal 2008 al 2015" espongono in un comunicato da Federconsumatori.
Dalla federazione dei consumatori viene osservato quindi: "Ma, anche volendo supporre che i dati dell'Istat rispecchino la realtà, quello che l'Istituto di Statistica non riporta è che gran parte della capacità di acquisto delle famiglie è erosa dalla necessità di sostenere i redditi di figli, nipoti e parenti senza lavoro."
Si continua inoltre: "Il tasso di disoccupazione giovanile, infatti, si attesta ancora su livelli inauditi. Tale necessità sottrae al potere di acquisto delle famiglie una somma che l'O.N.F. - Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato pari a circa 450 euro al mese. Alla luce di tale situazione appare evidente e indispensabile avviare un Piano Straordinario che punti sul Lavoro per innescare una vera e stabile ripresa dell'intero sistema economico."
«In assenza di investimenti privati è lo Stato che deve assumersi la responsabilità di condurre l'Italia fuori dalla spirale negativa in cui ancora galleggia» dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef.
"Questo attraverso lo stanziamento di congrue risorse destinate allo sviluppo, alla ricerca, alla realizzazione e modernizzazione di infrastrutture, alla qualificazione e valorizzazione dell'offerta turistica. Ogni risorsa dovrà essere convogliata in tal senso, a tali fondi, se necessario, dovrà aggiungersi la vendita di circa il 15% delle riserve auree. Non è un caso, inoltre, se la propensione al risparmio cresce: si tratta dell'ennesimo campanello di allarme sulla situazione del Paese, che rivela tutta l'incertezza che nutrono le famiglie sul futuro" si prosegue.
Si fa sapere in ultimo: "Restituire lavoro e prospettive ai cittadini, ma soprattutto ai giovani, è un passo fondamentale, senza il quale non si potrà mai dichiarare veramente superata la crisi che da molti anni mette a dura prova la nostra economia."

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: