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Famiglia Cristiana su Berlusconi in TV: "giornalisti in ginocchio"

Famiglia Cristiana fa una attenta analisi sul messaggio "a reti quasi unificate" di Berlusconi scrivendo senza troppi giri di parole che sono state "cinque interviste Tv 'comandate' " con "giornalisti in ginocchio".

Famiglia Cristiana fa una attenta analisi che purtroppo in Italia pochi media si possono ancora permettere, perché a dispetto di quanto scritto nella nostra Costituzione, non tutti hanno quella libertà di parola e di espressione che dovrebbe essere alla base di una democrazia. In Italia, infatti, è sempre più difficile essere "indipendenti" e quindi spesso i pensieri (scritti) sono molto difficili da esprimere. Se non a metafore. E' quasi liberatorio quindi leggere: "Cinque interviste Tv 'comandate' da Berlusconi (anche qui le virgolette rimangono d'obbligo, ndr) per fare propaganda elettorale. Giornalisti in ginocchio e Authority troppo occupata per intervenire. Una brutta pagina per l'Italia", come da sommario dell'articolo di Giorgio Vecchiato su Famiglia Cristiana (http://is.gd/wUsmGw). Non è liberatorio per quello che viene scritto ma per come viene scritto. Nessun giro di parole per dire, commentando il messaggio "a reti quasi unificate" di Berlusconi, che "sono state scritte due brutte pagine: una da un primo ministro e proprietario di televisioni che si arroga prerogative inaccessibili agli avversari politici; l'altra da un giornalismo Tv che non tiene dritta la schiena ma si genuflette". Un piacere assaporare un po' di libertà intellettuale che rammenta come "la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure".

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