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Famiglia Cristiana, Berlusconi: giovani pronte a "offrirsi al Drago"

Famiglia Cristiana stigmatizza il comportamento del premier che trapela dagli atti giudiziari. Est modus in rebus, si potrebbe sintetizzare il pensiero, e il confine fatale Berlusconi, questa volta, sembra davvero averlo sorpassato. Di parecchi chilometri.

Famiglia Cristiana, il settimanale il cui fondatore beato Giacomo Alberione diceva "Famiglia Cristiana non dovrà parlare di religione cristiana ma di tutto cristianamente" non poteva che stigmatizzare il comportamento di Silvio Berlusconi che, pur con tutto il beneficio del dubbio e con tutto il camouflage mediatico difensivo (visto anche ieri sera a Kalispera), rimane davvero imbarazzante. Se non inaccettabile.
Sul sito del settimanale cattolico, in un commento chiamato "Le notti di Arcore" (http://tinyurl.com/4ftclzt) si legge infatti che "L'affresco delle 'notti di Arcore' che emerge attraverso le intercettazioni di molte ragazze che vi hanno partecipato, allegate alla richiesta di autorizzazione, è un misto di squallore e depravazione" e "Giovani pronte a 'offrirsi al Drago' in cambio di soldi, gioielli o alla disponibilità di appartamenti, ingaggiate per allietare le feste del 'sultano'".
Frasi, anche se di commento ai fatti che si susseguono in una precisa cronistoria, che hanno fatto leggere, non tanto tra le righe, che Berlusconi, questa volta, non potrà più cavarsela con il mondo cattolico con la stessa mancanza di risposte e spavalderia che l'hanno sempre contraddistinto.
Lo sapeva bene Quinto Orazio Flacco (65 a.C. – 8 a.C.), poeta e scrittore satirico latino che soleva dire "Est modus in rebus, sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum" (C'è una giusta misura nelle cose, ci sono giusti confini, dove al di qua e al di là non può sussistere la cosa giusta).

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