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Vatican Wars: Facebook elegge il Papa. Da Farmville a Priestville

Il Papa si elegge su Facebook con "Vatican Wars", nuovo "social game" della rete. Dopo l'ignorato "Priestville" la SGR Games ci ritenta alzando i toni, con la carta della provocazione. Ma di cartone.

Sono passati molti anni da una raccolta letteraria che qui in Italia fece un certo scalpore. Mondadori nella celebre collana di fantascienza Urania (numero 623), nel Luglio del 1973, quasi esattamente 38 anni fa, pubblicava un' antologia che si intitolava "Buone notizie dal Vaticano", che prendeva il titolo, maliziosamente, da uno dei dieci racconti presenti nell'edizione originale americana (Universe 1 e Universe 2) chiamato "Good News from the Vatican", del maestro Robert Silverberg. Il racconto era basato sull'opportunità di eleggere un "Papa robot", squisitamente illustrata, nella copertina di Urania, da quel genio di Karel Thole (karelthole.com/biografia.html). Erano ovviamente altri tempi, con altri registri (che non erano quelli "di sistema"), con altri codici (appunto) e, se vogliamo, con altri "immaginari collettivi", ancora lontani dall'ottica cyberpunk di William Gibson e compagnia "neuromante". Ma se il Papa della Chiesa Cattolica nel 1973 era un "robot", che cosa è il Santo Padre nel "racconto" del terzo millennio, alla vigilia della "fine del mondo" Maya? E' ovviamente un "social game", un videogioco da "social network", come un po' tutto nel mondo globalizzato. Ecco che su Facebook si può giocare a "Vatican Wars", prodotto dalla "SGR Games LLC" che, per sua affermazione, è intitolata a "Saint Genesius of Rome" (SGR è un acronimo), cioè San Genesio, patrono degli attori e martire sotto Diocleziano nel 303 (o per altre fonti nel 286). Il fatto che questa software house sia "intitolata" a San Genesio non è di poco conto dato che denota forse una certa "captatio benevolentiae" nei confronti della Chiesa Cattolica, o forse, per i più maliziosi, un'ansia recondita di conversione, visto che San Genesio era: "Attore, lavorava in un opera che derideva il battesimo cristiano, quando ricevette una parola che lo convertì alla fede cristiana. Rifiuto di rinunciare alla sua nuova fede e per questo fu maritizzato nel 303 durante le persecuzioni di Diocleziano" come si legge su enrosadira.it (http://is.gd/wJBNnO). E così, aspettando la "conversione", la SGR Games LLC continua a cercare di trasformare in business da "social game" il cattolicesimo. La casa di app per Facebook difatti non è nuova dell'argomento "sacerdotale" dato che aveva provato nell'agosto del 2010 il colpo grosso con "Priestville", con la stessa grafica e atmosfera "papale" ma meno "pesante" (priestville.org). Secondo utenti che hanno probabilmente giocato sia a Priestville che a Vatican Wars quest'ultimo "è terribilmente politicizzato", rispetto alla prima "versione". Ma in che cosa consiste il gioco? Vatican Wars è una "guerra" tra opposte fazioni per eleggere un giocatore che diventerà "il Papa" che, come si legge dal comunicato stampa della software house: "può apportare modifiche graduali per la posizione della Chiesa su ogni argomento. Cambiamenti graduali fatti da dieci Papi consecutivi potrebbero, ad esempio, invertire la posizione della Chiesa sul matrimonio dello stesso sesso". E praticamente, l'aspetto "rivoluzionario" del Papa "di Facebook" si giocherà (è proprio il termine adatto) non tanto sulla sua misericordia e sulle sue capacità spirituali, ma su: "matrimonio dello stesso sesso, aborto, ordinazione delle donne sacerdoti, uso del controllo delle nascite". Ovviamente "ogni squadra lavora poi per garantire che un giocatore della squadra avversaria non sia eletto Papa". Come nelle migliori faide, insomma. La SGR Games vanta il fatto di aver realizzato un sondaggio "ampio" dei cattolici "prima di lanciare il gioco" e di essere rimasta sorpresa "di trovare che l'80% dei giocatori cattolici intervistati hanno sostenuto la creazione di un gioco dove poter discutere questi argomenti". Ma quali sarebbero queste due fazioni di cattolici in guerra? Ma ovviamente i due attualissimi "Templari e Crociati", che fanno sembrare le opere di Dan Brown delle raffinate opera d'essai. Vatican Wars vede infatti contrapposti "The Templars" (cioè i "Socially conservative team") contro "The Crusaders" (ovvero i "Socially Liberal Team"), e con questo, il gioco, ovviamente, sprofonda nella "muffa dell'ersatz" come soleva dire il filosofo Ernest Kattens. E così anche il "claim" di Vatican Wars, cioè "Difendere i Veri Insegnamenti di Cristo" invece che provocatorio o "blasfemo" risulta solamente un po' dozzinale e pacchiano, "normale" come i rosari inghiottiti e le croci di spine sfoggiate nei video clip del momento. E osservando gli screenshot e il video che svelano l'interfaccia del gioco (youtube.com/watch?v=cOnKrmYpwO8), ricco di elementi "social game" quali statistiche, grafici e indicatori di "autostima", "energia", "esperienza", la noia non può che salire. Insomma, meglio riprendere in mano "Buone notizie dal Vaticano" e rileggersi un Robert Silverberg d'annata.

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