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Time: Facebook in copertina. Zuckerberg uomo dell'anno batte Assange

Zuckerberg vince su Assange, Facebook vince su WikiLeaks. La copertina del Time, che sembrava ormai di Assange finisce a sorpresa al suo "contrario" ovvero chi ha detto che la "privacy" era una cosa sorpassata. Ma ovviamente non per i governi.

Mark Elliot Zuckerberg è l'uomo dell'anno per la prestigiosa rivista Time che incorona così il re del social network nell'anno in cui tutti si aspettavano (o volevano) Julian Assange. Il fondatore di Facebook è ritratto col suo faccione "rettiliano" e dai suoi occhi si fa un po' di fatica a capire l'intelligenza e l'acume che l'avrebbe portato ad essere il re del business mondiale in rete. Ovviamente a meno di non scendere dalla montagna del sapone con una sveglia al collo, qualche "aiutino" c'è stato.
La rivista Time ha preferito Zuckerberg al fondatore di WikiLeaks ed eroe della Prima Guerra Informatica Mondiale che ha portato alla luce l'ipocrisia degli Stati nei confronti dei propri cittadini che dovrebbero esserne "sovrani".
I lettori del Time magazine (quindi il "popolo sovrano" anche per un giornale) avevano infatti inondato la redazione con messaggi e "voti" in favore di Julian Assange portandolo con circa 380.000 preferenze sul podio della "scelta dei lettori" ma non c'è stato nulla da fare.
Ha vinto il contrario di Assange e di WikiLeaks, ovvero Zuckerberg e Facebook. Vince la rete del business e dello schiacciamento della privacy, perde la rete della verità e della democrazia. E' dal 1927 che il Time dedica una copertina alla "persona dell'anno" ma non è la prima volta che sbaglia.

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