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Spaccio "social": pizzicato su Facebook un pusher 2.0

Facebook è ormai come il "telefono" per milioni di persone, nel senso che ha la stessa "neutralità" di mezzo di comunicazione. E così come il telefono si usa per amoreggiare o per litigare, così il social network si usa per fare amicizia e per "spacciare". La cronaca lo conferma.

Il mondo dello spaccio si sa è in linea con i tempi e soprattutto con le tecnologie. E se i trafficanti più organizzati sembra usino addirittura dei sottomarini per spostare la droga da uno Stato all'altro (http://is.gd/HRUxHt), i social network non potevano rimanere "estranei" all'attività degli spacciatori. Non stupisce quindi la notizia che in provincia di Firenze siano stati arrestati tre ragazzi (uno di 19 e due minorenni, quasi diciottenni) con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo gli investigatori pare che i ragazzi utilizzassero Facebook per contattare i "clienti". Le forze dell'ordine sarebbero arrivate al giro di "spaccio 2.0" avendo fermato un ragazzo durante un controllo stradale, che era in possesso di sostanze stupefacenti. Il giovane avrebbe confessato agli agenti di essere un "cliente" di uno spacciatore che poteva contattare tramite Facebook. Questa vicenda conferma la totale fiducia nei "social network", usati con la stessa disinvoltura di una rete di telefonia, da parte delle giovani generazioni. Giovani pusher crescono.

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