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Popolo Viola tradito dal sito Blu. Facebook li cancella "per sbaglio"

Facebook chiude per 5 ore il profilo de "il Popolo Viola" e partono le telefonate a Dublino e ai dirigenti del social network. Risultato: riapertura per chiusura "per sbaglio". Ora parte la riflessione e la voglia di indipendenza.

Il Popolo Viola ha provato il brivido di che cosa significhi essere Julian Assange. Per alcune ore infatti il loro profilo su Facebook, noto e ubiquo social network di Mark Zuckerberg usato dalla maggioranza delle organizzazioni per "rimanere in contatto", è stato oscurato per alcune ore (5 per la precisione, fa sapere il Popolo Viola dal suo sito).
"Questa mattina Facebook ha chiuso arbitrariamente la pagina del Popolo Viola ritirando gli account ai suoi amministratori e impedendo di postare qualsiasi cosa nella pagina, che aveva piu' di 350.000 fan" si legge sul sito de "il Popolo Viola" e su "Il Post Viola" ovvero il "Blog Ufficiale del Popolo Viola" che con il post di oggi 13 dicembre stigmatizzava il comportamento del social network con un laconico "Facebook ha chiuso la pagina del popolo viola. E' regime".
Poi l'aggiornamento "ULTIM'ORA: FACEBOOK HA RIATTIVATO LA PAGINA E RIABILITATO GLI ACCOUNT, ASPETTIAMO DI CONOSCERE MOTIVAZIONI DI QUESTO ATTO E LE COMUNICHEREMO" e alle 17.32 arrivano le scuse di Facebook che parla di "account disabilitato per sbaglio".
Non è la prima volta che "il Popolo Viola" viene censurato, come ha sottolineato nella Convention Viola il regista di "Bandiera Viola" Claudio Lazzaro, che ha segnalato diverse "cancellazioni" sospette su YouTube "broadcast yourself" (fino a prova contraria, ovviamente).
E' ovvio che il "Popolo Viola" dovrà riflettere su questa cancellazione "per sbaglio" su Facebook organizzando le proprie comunicazioni con un software open source su un server controllato "in proprio". Le competenze "viola" in merito non mancano ma ci vuole coraggio a staccarsi dal comodo "mainstream". Ma la scelta dell'autosufficienza sulla rete è necessaria, sempre se non si vuole far dipendere il successo delle iniziative politiche (ad esempio quella di domani 14 dicembre contro la fiducia al governo Berlusconi) dal Mark Zuckerberg di turno.

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