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Popolo Viola censurato: ecco la risposta di Facebook

Il Popolo Viola chiuso da Facebook per 5 ore. Tutti si muovono e si grida al regime e alla censura. Facebook risponde, il Popolo Viola pubblica lo screenshot. Il tono di Facebook ha ricordato a molti WikiLeaks e Julian Assange.

Facebook chiude la pagina del "Popolo Viola" e dal blog ufficiale parte il post intitolato "Facebook ha chiuso la pagina del popolo viola. E' regime".
"Senza alcuna motivazione, Facebook ha oggi chiuso la pagina nazionale del popolo viola e bannato gli account degli amministratori. Tutto questo alla vigilia del voto di fiducia a Berlusconi e mentre, negli ultimi giorni, la nostra campagna di informazione era tutta rivolta al mercato dei voti in atto alla Camera e alle manifestazioni di domani contro il governo. E' un atto di censura gravissimo che qualifica Facebook come strumento dei regimi. Chiediamo la riapertura immediata degli account e di una pagina che era ormai il punto di riferimento di centinaia di migliaia di cittadini e il centro propulsore di tante mobilitazioni a difesa della Costituzione e contro il regime, chiediamo alle forze politiche e democratiche del Paese di intervenire per ripristinare la legalità costituzionale. Ci opporremo in ogni sede, politica e giudiziaria, contro questo atto illiberale" - scrive il Popolo Viola.
Poi dopo cinque ore di telefonate, petizioni, proteste, movimento di giornalisti e politici, post sui blog, chiamate personali a dirigenti dell'IT e del social network blu ecco finalmente la situazione sbloccarsi.
Sul blog del Popolo Viola si legge "AGGIORNAMENTO ORE 17.32 – E' APPENA ARRIVATA QUESTA MAIL DA FACEBOOK AGLI AMMINISTRATORI DELLA PAGINA (TUTTI CON PROFILO REALE)", la pagina Facebook è di nuovo attiva.
Il Popolo Viola, con grande senso della trasparenza, pubblica la email di Facebook con una stampa a video. La ribattiamo integralmente:
"Ciao Massimo, Siamo veramente spiacenti e ci scusiamo per l'inconveniente. Il tuo account è stato disabilitato per sbaglio. Abbiamo provveduto alla riattivazione del tuo account e della Pagina Il popolo viola, a cui ora puoi accedere.
Ti ricordiamo che i profili di Facebook devono essere personali e possono rappresentare solo delle persone fisiche. L'uso di un profilo per rappresentare un'entità di altro tipo rappresenta una violazione della nostra Dichiarazione dei diritti e delle responabilità.
Per evitare che la Pagina venga rimossa nuovamente in futuro, ti preghiamo di accertarti che solo profili personali vengano ammessi alla gestione della Pagina Il popolo viola, Grazie per aver contattato Facebook, Giulia User Operations Facebook".
Come dire, altro che censura, è tutto ok. La risposta di Facebook minimizza il trambusto del popolo viola e ricorda "policy" e comportamenti per "evitare che la Pagina venga rimossa nuovamente in futuro". Molti hanno immaginato che anche a Julian Assange per WikiLeaks sia arrivata una lettera del genere da Amazon e EveryDNS, stesso ricordo di "policy", stesso tono amichevole, dove ci si dà del "tu" e dove nessuno ha cognomi. Solo nomi.

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