le notizie che fanno testo, dal 2010

Facebook spia account per prevenire il suicidio, ma non della privacy

Già da anni Facebook spia tutte le chat, i post ed i video pubblicati sul social network. Menlo Park annuncia che implementerà questo algoritmo per prevenire i suicidi, ma ciò darà il colpo di grazia alla privacy degli utenti.

Nonostante i social media assicurano di tenere alla privacy dei loro utenti, questa rischia constantemente di essere violata. Già nel 2010 Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, aveva dichiarato che l'età della privacy era terminata, mentre l'anno successivo fu la sorella Randy Zuckerberg a sostenere che "l'anonimato su internet deve sparire" perché "le persone si comportano molto meglio quando in gioco ci sono le loro vere identità".

In realtà, con la diffusione di Facebook, l'anonimato su internet è già di fatto sparito, visto che la stragrande maggioranza dei cittadini di tutto il mondo si è autoschedata, con dovizia di particolari.

Ciò però a quanto pare non è sufficiente per il colosso di Menlo Park, che almeno dal 2012 ha attivo un sistema di controllo sulle chat e sui post pubblicati su Facebook con l'obiettivo di scandagliare e controllare ogni parola e fotografia che si immette nel social network, ovviamente solo trovare tracce di attività criminose.

Fatto sta che già da anni ogni parola, scritta, detta, filmata o comunque "traslata" in digitale su Facebook (e non solo), è copiata, analizzata, schedata, contestualizzata migliaia di volte al giorno da sistemi telematici.

Ed infatti nel 2014 Facebook è riuscito a manipolare gli stati d'animo di 700mila utenti del social network, ignari di essere utilizzati come cavie di laboratorio per i test psicologici della Silicon Valley. Zuckerberg riuscì a scoprire che ci può essere un vero e proprio contagio emotivo anche sulla Rete, senza che le persone ne siano consapevoli.

Ecco perché fa sorridere (e preoccupare) il fatto che si voglia affidare proprio alle multinazionali dell'informatica la lotta contro le fake news, visto che Facebook in primis ha già manipolato il contenuto emotivo dei News Feed.

Non stupisce quindi che per spiare i "messaggi di odio su internet" Zuckerberg sia arrivato ad "arruolare" persino un ex agente della Stasi, la polizia segreta del governo comunista della Germania dell'Est.

Ecco perché quando Facebook annuncia ieri di voler implementare la sua "intelligenza artificale" per individuare gli iscritti potenzialmente suicidi c'è poco di cui fidarsi.

Di fatto, Menlo Park grazie ai suoi algortimi analizzerà tutti i post, i commenti ed i live video alla ricerca di qualche "pensiero suicida". Se scatterà il campanello d'allarme, l'utente vedrà quindi apparire sul suo account un elenco di risorse e suggerimenti affinché si desista dal voler togliersi la vita.

Se il nuovo algoritmo alla Minority Report di Facebook riuscirà davvero a predire il suicidio sarà solo il tempo a dirlo. Quel che è certo è che fin da subito darà il colpo di grazia alla privacy.

© riproduzione riservata | online: | update: 02/03/2017

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE:

social foto
Facebook spia account per prevenire il suicidio, ma non della privacy
Mainfatti, le notizie che fanno testo
Questo sito utilizza cookie di terze parti: cliccando su 'chiudi', proseguendo la navigazione, effettuando lo scroll della pagina o altro tipo di interazione col sito, acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di piu' o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie fai clickQUICHIUDI