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Facebook: password segreta via SMS. Come in banca

Facebook come in molte banche on line, userà la password OTP (One Time Password) una "password usa e getta" via SMS per gli utenti che pensano che il computer che hanno di fronte sia "insicuro" come in un Internet Point. Ma Zuckerberg non ha fatto i conti con i nuovi smartphones e la loro sicurezza.

Facebook alza gli scudi sulla privacy in modo un po' antico ma per ora efficace, almeno per chi non ha dei telefonini che sono ormai dei veri e propri computer. Per evitare che delle persone "diverse" dal legittimo proprietario dell'account possano accedere al vostro profilo di Facebook, il fascinoso Mark Zuckerberg ha pensato bene di inserire una nuova funzionalità al suo social network: la OTP.
OTP, per gli amanti degli acronimi, significa One Time Password, per cui se qualcuno vi dirà "mandami via ftp l'OTP o mi fai un get in https" saprete che OTP si riferisce alla "password usa e getta" di Facebook e che il tipo degli acronimi potrebbe avere delle intenzioni informatiche strane.
Chiaramente avrebbe solamente 20 minuti di tempo per utilizzare la vostra OTP per entrare all'interno del vostro account e quindi avrebbe ben poche possibilità di fare danni sul vostro profilo.
Queste password autogenerate mandate via SMS, valide per un certo lasso di tempo (in questo caso 20 minuti), sarebbero per Facebook utilissime quando si va in luoghi "non sicuri" tipo gli Internet Café, gli "Hot Spot" WiFi oppure il computer di un ufficio dove ancora non c'è la nostra ragnatela e la nostra piantina grassa antiradiazioni (quindi non è il computer nostro).
Il funzionamento della password OTP di Facebook è molto semplice: prima metti nelle impostazioni del profilo il tuo numero di cellulare privato (così Zuckerberg ha anche quello in caso gli venga voglia di chiamarti), poi potrai inviare ad un numero speciale (sembra che sarà il 32665 ma in Italia non si sa ancora) l' SMS "otp" e riceverai subito la password usa e getta che scadrà dopo 20 minuti.
Dicevamo che però il sistema Zuckerberg è un po' datato, visto che i nuovi smartphones sono dei veri computer portatili con connessioni wireless spesso sempre accese che annullano la loro "sicurezza passiva", mettendoli alla stragua di qualsiasi altro computer da cui si effettua l'accesso "insicuro".
Un esempio. Avete in tasca in iPhone, andate in un sudicio Internet Café gestito da afrotracamanocubani per connettervi a Facebook dove dovete dire assolutamente al mondo dell'acquisto di una nuova telecamerina rosa fatta pervenire dalla fabbriche di Coltan del Congo e non fidandovi degli sguardi truci dei tracamani chiedete col vostro iPhone la OTP a Facebook.
La password vi arriva via SMS, voi sghignazzate per esservi protetti dai virus anti privacy che di solito i computer degli Internet Point degli afrotracamano cubani hanno di default ed entrate, postate, chiudete, pagate un euro (ladri) e ve ne andate in cinque minuti.
Marco Mengoni nelle orecchie e via a bere un app all'happy hour.
Ma la OTP vale venti minuti, il vostro iPhone non era protetto da un firewall e gli afrotracamanocubani sono già con la vostra OTP a giocare a Farmville sul vostro profilo, dicendo nella loro lingua madre che questi italioti sono proprio braccia rubate all'agricoltura.

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