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Facebook: menti sul nome finisci in prigione. Proibita falsa identità

ALT: Facebook "farsi riconoscere", almeno in California, dove è entrata in vigore una legge che chi prenderà l'"identità" su Facebook (e in generale su internet) di Elvis, Marilyn o Silvio Berlusconi rischierà la galera.

Prima o poi l'identità pubblica su internet sarebbe diventata specchio esatto di quella reale.
Se dieci anni fa nessuno avrebbe messo in rete la propria fotografia o il proprio nome reale (si usavano solamente nickname, i "nomignoli" della rete), oggi la vita di almeno 500 milioni di persone è completamente alla mercé, se non di chiunque, almeno dei padroni degli enormi database "social" come Facebook. Spesso per meri motivi narcisistici e di moda.
Unico modo (illusorio) di non farsi mappare completamente dal Grande Fratello "social" era quello di "storpiare" leggermente il proprio nome o usarne uno solo per gli "amici" veri.
Ma il senatore democratico della California Joe Simitian, non ci sta e propone una legge (sembra già in vigore) per combattere l' "e-personation", ovvero la falsa "impersonificazione" on line. Un precedente che potrà essere molto pericoloso per la futura vita online dei "social people".
Sembra che la legge sia venuta in mente al senatore per degli scherzi via email fatti ad un suo caro amico e che non punti solamente ad eliminare i patetici personaggi "spurii" dei "social", come ad esempio le varie Lady Gaga, Justin Bieber e Michael Jackson.
Per molti il trend legislativo potrebbe "istituzionalizzare" Facebook, paragonandolo ad una specie di luogo "para statale" dove dichiarare una "falsa identità" equivale a mentire alla "legge" (come ad un "pubblico ufficiale" da noi).
In California finisce quindi l'epoca del perpetuare la vita online di Elvis e Marilyn (anche Manson, ovviamente) perché si finirà per un anno in prigione o si pagherà una multa di 1000 dollari. Ma anche di dichiarare o negare alibi online visto che l'identità sarà indirettamente certificata.
Ma come si gestiranno gli omonimi? E mettere un nomignolo o un secondo nome "tecnicamente", quando il nome è "già occupato", sarà considerato reato? E avere due account uno su Facebook e uno "falso" su Twitter che "spinge" la bacheca del sito blu sarà considerato favoreggiamento? E se una persona che necessariamente deve essere anonima (per motivi di sicurezza) oppure vuole usare (anche artisticamente) un nome collettivo sarà condannato? Sembra però che nella legge ci sia "una deroga alla satira". A quando in Italia questa norma (togliendo la deroga alla satira, ovviamente)?

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