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Facebook: la musica si fa social sperando nel "social shopping"

Facebook apre alla musica e l'intero settore discografico potrebbe cambiare. Ormai per i "social rocker" serve una piattaforma per la "social music", che però deve essere anche di "social shopping" sennò a che serve un "social network"? Al tittytainment di Zbigniew Brzezinski?

Mentre l'economia mondiale sta attraversando uno dei periodi più bui della sua storia, così bui che il futuro (almeno quello economico) si intravede appena, gran parte dei cittadini del mondo "vivono" ormai connessi ai "social network" costruendosi, in qualche modo, una "realtà parallela" dove tutto è un po' più luccicante e, anche la crisi, non assomiglierà mai a "Furore" di John Steinbeck. E così, in una specie di "second life" meno 3D e molto più unidimensionale (dal punto di vista dell'ego), la realtà "in rete", ormai sinonimo della "socialità" del terzo millennio, si sta "arredando" di tutto ciò che "c'era" nella real life, musica compresa. La tendenza è quella di smaterializzare sempre di più ogni "oggetto" trasformandolo in un equivalente informatico. Così dal vinile si arriva al "cloud", alla "nuvola", dove i brani si ascoltano in "streaming" e l'mp3, come ce lo immaginiamo oggi, neppure esiste più come file. Aspettando il servizio musicale di Apple, che dovrebbe essere disponibile su iPhone 5 e iPhone 4 e ("3G-capable" iPod Touch) grazie a "iCloud" (la "nuvola" di Apple), anche Facebook avrebbe intenzione di fare la sua parte per la "fruizione della musica". Una fruizione ubiqua, quella musicale, che sembra ormai quasi una "suzione" riferendosi al "tittytainment" di Zbigniew Brzezinski, assolutamente perfetto per la crisi che viviamo (leggi http://is.gd/DIqqQP). Per ora quella di Facebook Music (così sarebbe chiamata in "codice") è solo un'indiscrezione della Cnbc statunitense, ma pare che proprio per la convention F8 Mark Zuckerberg presenterà il servizio ai suoi 500 milioni di "amici". Dopo la chiusura di Deals e il "ridimensionamento" di Places (http://is.gd/m8uIUQ) Zuckerberg ci ritenta, sognando il "social shopping" che lo consacrerebbe nel vicino mondo borsistico. Sarà la "social music" la porta del "social shopping" su Facebook? Le indiscrezioni parlano già di playlist condivise e di "apertura" di Facebook a servizi specializzati come Spotify, MOG et similia. Il mercato della musica quindi è destinato a cambiare ancora, facendo dell'arte di Apollo una frequenza sempre più impalpabile e naturalmente tranquillizzante.

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