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Facebook ha acceso il Transmaniacon: test psicologici su utenti ignari

Facebook ha condotto un test psicologico sugli stati emotivi su circa 700mila utenti ignari, manipolando il contenuto emotivo dei News Feed. Il risultato è la dimostrazione che è possibile un "contagio di stati d'animo su larga scala attraverso i social network". Facebook sembra quindi aver acceso (ad ampliato) il Transmaniacon di John Shirley, influenzando gli stati d'animo, e la vita, di centinaia di migliaia di persone.

Nel 1979 John Shirley scriveva Transmaniacon, romanzo di fantascienza che racconta di un dispositivo segreto che riesce ad amplificare nelle masse le emozioni legate ad esempio alla rabbia repressa e all'aggressività. Il personaggio dotato di Transmaniacon aveva infatti "il potere di manipolare psichicamente folle di persone in un certo modo, che è un accenno sulla storia del XX secolo" come spiega lo stesso autore del libro. Nel 2014 è invece Mark Zuckerberg ad aver manipolato gli stati d'animo di parte degli utenti del proprio social network. Facebook ha infatti condotto su 700mila utenti ignari un test psicologico sugli stati emotivi, scoprendo che ci può essere un vero e proprio contagio emotivo anche sulla Rete, senza che le persone ne siano consapevoli. Lo studio dimostra infatti che diversi stati d'animo, che vanno dalla depressione alla felicità, possono essere trasferiti da persona a persona anche se non hanno nessun contatto nella realtà. Facebook ha manipolato il contenuto emotivo dei News Feed di alcuni utenti, scoprendo che quando venivano ridotte le espressioni positive le persone postavano meno messaggi posiviti e più messagi negativi, e viceversa. Sottolineano gli autori dello studio, tra cui figura anche Jamie E. Guillory del Center for Tobacco Control Research and Education (University of California, San Francisco), oltre che Adam D. I. Kramer del Core Data Science Team, Facebook (Menlo Park) e Jeffrey T. Hancock del Departments of Communication and Information Science (Cornell University, Ithaca, NY): "Questi risultati indicano che le emozioni espresse da altri su Facebook influenzano le nostre emozioni, costituendo elementi di prova sperimentale per un contagio di stati d'animo su larga scala attraverso i social network. - aggiungendo - Questo lavoro suggerisce anche che, in contrasto con le ipotesi prevalenti, l'interazione tra persone e l'assenza di segnali non verbali non sono strettamente necessari per avere un contagio emotivo".

In altre parole, Facebook ha influenzato gli stati d'animo, e la vita, di centinaia di migliaia di persone, senza che queste ne fossero a conoscenza. Chi pensa male potrebbe anche riflette sul ruolo avuto e che potrebbero avere i social network nelle cosidette rivoluzioni colorate e nelle primavere arabe varie o nel corso delle elezioni nazionali. Senza contare il potere che avrebbe Facebook nell' "installazione mentale" (alla Philip K. Dick) di manie collettive come per esempio il selfie, e nella spinta smodata di alcuni prodotti e comportamenti legati al commercio o al marketing. Ciò è ancora più grave se si pensa che una grossa fetta degli utenti di Facebook sono minorenni, quindi facilmente influenzabili e manipolabili dal punto di vista emozionale. Facebook ha condotto uno studio anche su di loro (e senza il permesso dei genitori)?. Non a caso Bob Pittman, fondatore di MTV, già nel 1982 sul The Philadelphia Inquirer diceva: "L'attrazione più potente a cui puoi fare ricorso è quella emotiva. Se riesci a far fluire le loro emozioni, facendogli dimenticare la logica, li hai beccati. Ad MTV, non bersagliamo i quattordicenni, li abbiamo in pugno". Sono stretti nella morsa anche gli utenti di Facebook?

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