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Facebook, gli amici se ne vanno. Flop della pubblicità, utenti freddi

Facebook sta passando di moda. Un sondaggio rivela il flop della pubblicità sul social di Mark Zuckerberg e la sua scarsa capacità di monetizzazione . Borsa a picco, General Motors se ne va.

Facebook, ovvero il sinonimo di internet per centinaia di milioni di newbie della rete internet sta cominciando a perdere lo smalto (blu) che lo rendeva irresistibile.
Dall'arrivo della Timeline (cioè la funzione Diario, in italiano, che oggi è motivo di "referendum" interno) e che ha "sporcato" la tranquilla linearità delle pagine del social progettate da Mark Zuckerberg, sembra che qualcosa si sia rotto. Naturalmente con il rapporto con gli utenti.
Secondo un recente sondaggio Reuters/Ipsos (sondaggio su un campione rappresentativo di 1.032 americani, e che sembra aver avuto avuto i suoi contraccolpi in borsa: Facebook va giù del 30% dal prezzo di quotazione), il social network per antonomasia pare essersi "inceppato" nell'attività che a molti, inizialmente, è sembrata solo secondaria (quanto vitale), cioè "fare soldi".
La prima attività, quella che viene subito in mente ad alcuni, cioè effettuare "la più grande operazione di autoschedatura volontaria", sembra anch'essa raffreddarsi un poco, dato che il 21% degli americani, secondo il sondaggio citato, ancora non ne vogliono sapere di farsi un account su Facebook.
Una tragedia se pensiamo che i "futurologi" della "Casaleggio Associati" (vedi Beppe Grillo) prevedono che "nel 2047 ciascuno ha la sua identità in un social network mondiale creato da Google chiamato Earthlink" .
E così, con questo "raffreddamento" degli utenti, Facebook anche per quanto riguarda il "fare soldi" sembra meno efficace addirittura del vecchio email marketing, come rivelavano anche precedenti sondaggi (eMarketer di Febbraio), dato che 4 utenti su 5 affermano di non aver mai comprato un servizio o un prodotto pubblicizzato dall'advertising dal social network.
Il sondaggio Reuters/Ipsos sottolinea poi, come se non bastasse, come il 34 per cento degli utenti di Facebook, rispetto a sei mesi fa, abbiano speso meno tempo sul social, mentre solamente il 20% si siano trattenuti di più.
Da qui si può facilmente comprendere come un colosso come General Motors abbia preso la decisione di non investire più in pubblicità sul social network di Mark Zuckerberg.
Ora bisogna davvero aspettare se i famosi "500 milioni di amici" correranno in aiuto di Mark. Considerando però in quanti hanno comprato le azioni di Facebook e quanti voti Zuckerberg aveva preso per conquistare la copertina della "Persona dell'anno" del Time ("rubandola" a Julian Assange), sembra proprio che saranno molti di meno.

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