le notizie che fanno testo, dal 2010

Facebook e lo scandalo Cambridge Analytica, spiegato meglio di un post

Perché Facebook è al centro dello scandalo per i dati utilizzati da Cambridge Analytica per aiutare la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali? Il caso spiegato bene e meglio di un post, quello di Facebook ovviamente.

Lo scandalo Cambridge Analytica affossa in Borsa Facebook, che a Wall Street perde fino al 7,50%. Per spiegare bene ciò che è successo bisogna tornare fino al 2015, quando il professore di psicologia presso l'Università di Cambridge Aleksandr Kogan "ha mentito ed ha violato le nostre policy trasferendo i dati da un'app che utilizzava per l'accesso la login di Facebook alla Cambridge Analytica, azienda che lavora per la politica, il governo ed i militari di tutto il mondo", come riferisce in un post la multinazionale di Menlo Park.

L'app in questione è thisisyourdigitallife, presentata ufficialmente come strumento per ricerche psicologiche la cui raccolta dati sarebbe dovuta servire unicamente per fini accademici. Ma si è scoperto che così non è stato.

L'applicazione è stata scaricata da 270mila persone e Kogan ha ottenuto l'accesso ai dati degli utenti in maniera legittima, perché all'epoca Facebook permetteva la condivisione degli stessi con società terze. Queste però non potevano a loro volta rigirarle (venderle?) ad altre aziende, come invece è successo.

I dati catturati dalla app thisisyourdigitallife, compresi quelli di chi in qualche maniera ha interagito con gli utenti che avevano scaricato l'applicazione, sono stati infatti ceduti a Christopher Wylie di Eunoia Technologies ed in particolare alla Cambridge Analytica.

Alla fine infatti si stima che la Cambridge Analytica abbia sfruttato grazie a thisisyourdigitallife i dati di 50 milioni di utenti Facebook. Menlo Park ammette di aver scoperto l'illecito già nel 2015 e di aver per questo rimosso la app poco dopo, ma evita di sottolineare che non ha mai informato di utenti di questa violazione della privacy.

Facebook si giustifica spiegando che Kogan, Christopher Wylie e Cambridge Analytica avevano cancellato tutti i dati. Non è ancora dato sapere però se Facebook si sia accontentato di questa rassicurazione oppure se abbia verificato concretamente l'eliminazione del database incriminato.

Fatto sta che solo dopo che il Guardian ed il New York Times hanno rivelato che i dati sono stati invece utilizzati dalla Cambridge Analytica per aiutare la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali e del referendum pro Brexit, Facebook ha cancellato l'account della società dal social, assicurando di stare lavorando per determinare l'accuratezza di queste affermazioni. Comunque troppo lentamente per evitare il crollo del titolo di Facebook.

© riproduzione riservata | online: | update: 19/03/2018

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE:

social foto
Facebook e lo scandalo Cambridge Analytica, spiegato meglio di un post
Mainfatti, le notizie che fanno testo
Questo sito utilizza cookie di terze parti: cliccando su 'chiudi', proseguendo la navigazione, effettuando lo scroll della pagina o altro tipo di interazione col sito, acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di piu' o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie fai clickQUICHIUDI