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Facebook e l'opzione "donatore di organi": rischi per la privacy

Facebook lancia l'opzione, per adesso solo in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, "donatore di organi", dove ogni utente potrà condividere il proprio status con gli amici. Ma come sempre a rischio c'è la privacy.

Ognuno può, privatamente e nel rispetto della privacy (una volta qui in Italia veniva chiamata molto più significativamente "intimità"), iscriversi al registro dei donatori di organi. A Facebook questo sembra non bastare, e così invece che lanciare una campagna di sensibilizzazione crea una nuova opzione all'interno del social network, dove gli utenti potranno segnalare (a tutti o solo ai propri "amici") se si è un donatore di organi o meno.
Per i pochi amanti ancora della "vita privata" questa iniziativa suscita più di qualche perplessità. Da una parte, c'è il rischio che il "non donatore pubblico" possa essere "mal visto" dagli altri utenti amici poiché non "condivide" una esperienza così importante. Dall'altro, c'è il pericolo che a Palo Alto vengano incamerate informazioni ancor più sensibili di quelle finora fornite spontaneamente su Facebook.
Insomma, qualcuno potrebbe pensare che se Facebook e il buon Mark Zuckerberg mirava semplicemente a "contribuire e a diffondere consapevolezza sulla donazione degli organi", bastava inserire in ogni profilo un bel pulsante (o banner) con tanto di link diretto per l'iscrizione ai registri dei donatori, procedura possibile negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, dove l'opzione "Organ Donor" è partita dal 1 maggio.
Mark Zuckerberg promette presto di estenderla anche negli altri Paesi, ma non è chiaro se in Italia questo sarà possibile visto che "da noi per la registrazione della volontà occorrono requisiti di legge precisi che vanno rispettati, per non parlare della questione della privacy", come precisa sul Corriere.it Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti, spieganfo che in Umbria è invece partito un progetto pilota che permette ai cittadini maggiorenni, al momento del rilascio della carta d'identità, di dichiarare o meno la volontà di essere donatori di organi. Tale dichiarazione, che avrà valore legale, finirà quindi nel Sistema informativo trapianti, consultabile (solamente) dal Centro regionale trapianti.

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