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Facebook e il gioco d'azzardo, tra proteste e polemiche

Facebook parte in Inghilterra con il gioco d'azzardo con le sterline al posto dei "crediti". Ma la nuova strategia di Mark Zuckerberg non piace a tutti e "Bingo Friendzy", l'"app d'azzardo" incomincia a creare malumori.

Il gioco d'azzardo diventa "social" con Facebook e per gli utenti inglesi maggiorenni, tra qualche mese, ci sarà un'occasione in più per soffrire (o per acuire) la propria "ludopoatia". Il leader mondiale dei social network ha stretto infatti un accordo con Gamesys per premettere ai suoi utenti maggiorenni inglesi di giocare con moneta contante (non più con i credits come veniva per altri giochi, ma sterline) sull'app per Facebook Bingo Friendzy. I resposabili della nuova "app d'azzardo" pare stiano collaborando anche con Zynga (FarmVille) per costruire, a quanto sembra, una sorta di CityVille che abbia le funzioni di una Las Vegas "virtuale". Sembra svanire quindi, in nome del "massimo profitto", la linea "da pubbliche relazioni" di Facebook dove tutto sarebbe fatto per migliorare la "user experience" dei fruitori del social di Zuckerberg. Un miglioramento della "user experience" che ha fatto, in questi anni, digerire agli utenti un po' tutto, dal "tracciamento ossessivo" del social network, ai cambi "radicali" di interfaccia, alla "disinvoltura" sulla gestione della privacy. Potrà Mark Zuckerberg far accettare anche il "gioco d'azzardo" nell'ottica del "miglioramento" della "user experience" di Facebook? Già in molti pensano di no, e anche i più "ingenui" avvertono che dietro la pelliccia da pecora potrebbe esserci un "lupo" che "giustifica" orecchie e canini proprio come faceva l'originale in Cappuccetto Rosso. E le proteste non si fanno attendere, come ad esempio alcuni genitori che incominciano ad evidenziare la "somiglianza" tra i "mostri" per bambini "Moshi Monsters" e i "simpatici" esseri di "Bingo Friendzly". Come c'è già chi mostra di non gradire di vivere su un social network trasformato in un "casinò", dove magari apparirà la notifica che "l'amico" ha vinto una discreta sommetta proprio a "Bingo Friendzly". Ma una società quotata in borsa deve macinare utili, e Facebook sembra non trovare di meglio che le "slot" per fare cassa. E la difficoltà per tutti i "social" di tenersi in piedi economicamente può essere forse spiegata dall'affermazione che Ernest Kattens fece il giorno della quotazione di Facebook in Borsa: "Facebook è una commodity più che una community". Chissà se gli analisti questo l'hanno capito.

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