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Facebook: dal Bangladesh "l'immoralità" dei like

Bastano solo 15 dollari per avere su Facebook mille "like". Nasce una nuova forma di sfruttamente, quella 2.0, dove i click sono eseguiti da lavoratori sottopagati. "Il nostro lavoro è del tutto legale se è immorale è un problema di chi me lo commissiona" sostiene però il rappresentate dell'azienda di Dakha.

Se un sito internet "piace", su Facebook naturalmente, "vale di più", sia in termini di consenso sia, e soprattutto, in termini economici. Il problema è che per "piacere", come a volte capita anche nel mondo non virtuale, basta pagare, e neanche troppo. Gli inviati di "Dispatches", programma della rete televisiva inglese Channel 4, sono arrivati fino a Dakha, per scoprire non solo che bastano 15 dollari per avere in poche ore mille "like" ma che in Bangladesh sta nascendo una nuova forma di sfruttamento, perché anche se è 2.0 la paga resta sempre quella al di sotto della soglia di povertà, e cioè 12 dollari al mese oppure un dollaro ogni mille click, oltre a turni giornalieri 24 ore su 24. "Il nostro lavoro è del tutto legale se è immorale è un problema di chi me lo commissiona" sostiene Russel, il rappresentate dell'azienda di Dakha. Il problema è che tale "immoralità" rischia di far scoppiare a breve una nuova bolla speculativa proprio come successe all'alba del nuovo millennio quando la new economy di fatto anticipò la recessione di oggi. Anche morale.

© riproduzione riservata | online: | update: 06/08/2013

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