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Facebook: da neonati sul web? Identità in pericolo

Neonati con il profilo su Facebook, anzi anche prima, dalle ecografie. Questa l'indagine shock di AVG, famosa produttrice di antivirus, che mostra genitori 2.0 che inconsapervolmente mettono in pericolo i propri figli. Furto di identità e informazioni non più cancellabili sono il pericolo minimo.

Accecati come falene davanti al neon la prima generazione dei social network compromette la privacy e l'identità dei propri figli.
Resi folli e compulsivi dall'"essere online" con il solito misto di esibizionismo, superficialità e ignoranza i genitori 2.0 rischiano seriamente di mettere in pericolo il bene più importante per un essere umano: l'identità.
Genitori 2.0 che ringhiano se li incroci col passeggino e fai "ciao ciao" al piccolo, ma che su Facebook mostrano il pupo come un trofeo e la sua crescita in audio/video e diagramma di Gantt.
AVG, la nota azienda leader per gli antivirus e la sicurezza internet, lancia l'allarme dopo un interessante sondaggio: otto bambini su dieci avrebbero già le foto su Facebook da poche settimane di vita. I rischi, dice l'azienda, vanno dal furto di identità ad altri pericoli che tutti possono immaginare.
E'infatti cosa normale, e basta girare su Facebook e sulle altre piattaforme, come i neonati vengano esibiti con fotografie, dati anagrafici, abitudini ed ogni novità riguardo allo stato di salute e alla loro crescita.
Lo studio condotto da AVG ha trovato una media dell'81 per cento di bambini "già su Facebook" in 10 paesi occidentali (Inghilterra, Germania, Francia, Italia, Spagna, Canada, Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda and Giappone).
Dati allarmanti, si va dal 92 per cento in America, all'84 per cento in Australia e Canada e in media, addirittura un terzo dei bambini sono online da poche settimane di età mentre un quarto appare sui social network e sul web in genere in ecografia, quando cioé ancora non sono neppure venuti alla luce.
Non solo, ci sono account di email già pronti e attivi prima di nascere e, come se fosse un "corredo online" già profili su Facebook e su altre piattaforme fatte dai genitori per "ritrovarseli" quando sarò grande.
L'amministratore delegato di AVG Peter Cameron dice che "tutto questo deve far riflettere" e che "La stragrande maggioranza dei bambini di oggi hanno una presenza on-line in media da quando hanno due anni. Una presenza che rimarrà per tutta la vita".
E' quindi necessario incominciare a pensare che la libertà, l'identità, la privacy sono cose che oggi sono scontate, ma che un domani, grazie all'egoismo dei genitori 2.0, potrebbero diventare un incubo per i loro figli.

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