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Facebook: chiude Deals ma non il "social shopping" di Mark Zuckerberg

Facebook chiude Deals, il "social shopping" che doveva muovere i "mercati", compresi anche quelli di frutta e verdura. Stesso destino sembra toccare anche a Places, ma la strategia potrebbe essere rendere Deals e Places "trasparenti e ubiqui", in modo che di brand ce ne sia uno solo: Facebook.

Facebook incomincia a "ritirare" dei prodotti senza ammettere, come è costume del marketing digitale, i propri fallimenti. Nel mondo 2.0 tutto infatti è perennemente in "beta" ed ogni nuovo progetto è una "sperimentazione" così, non si sa mai, se andasse male, si può sempre rispondere con la celebre frase attribuita ad Edison "ho inventato un nuovo modo in cui non si inventa una lampadina". Facebook Deals il nuovo servizio di Facebook che avrebbe dovuto cambiare il modo di acquistare sul web, non più con i vecchi "negozi" internet ma in modo "social", è già sul viale del tramonto. Quello che molti avevano definito già la via maestra del "social shopping", dopo soli quattro mesi di sperimentazione in una manciata di grandi città USA, chiuderà per la gioia di Groupon e LivingSocial che non aspettavano altro. In un comunicato stampa Facebook ha commentato così la fine di Facebook Deals: "Pensiamo che ci siano un sacco di potenzialità nell'approccio 'social' per guidare la gente ai business locali", confermando che "rimaniamo impegnati a realizzare prodotti che aiutino le aziende locali a connettersi con le persone, prodotti come Ads, Pages, Sponsored Stories, e Check-in Deals". Nel comunicato si legge anche una certa volontà di glissare sull'accaduto: "Abbiamo imparato molto dal nostro test e continueremo a valutare come meglio servire le imprese locali". Tradotto dal linguaggio di Facebook, questo per alcuni esperti significherebbe la volontà di "spalmare" le funzioni di Deals nei meandri di Facebook, senza più dare al servizio un nome preciso. Proprio come sta accadento a Places, che sembra sparire come app ma che, come filosofia di geotagging, sembra espandersi nelle pagine "classiche" del social network di Mark Zuckerberg.

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