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Facebook "blocca" Rosa Schiano per foto bambini uccisi. Ora su Twitter

Rosa Schiano da Gaza pubblica su Facebook la foto di 4 bambini morti a Gaza e il social network di Mark Zuckerberg "blocca" l'account dell'attivista. "IO FACCIO INFORMAZIONE e la foto era in bianco e nero e nessuno sgozzato. E' il contenuto che vogliono eliminare", twitta Schiano da Gaza, e ripubblica la foto su Twitter e sul suo blog.

Facebook è il social network più famoso e usato della terra, particamente "imposto" a milioni di newbie della rete per il semplice fatto di garantire l'"esistenza" in senso digitale. Da strumento per vedere che fine avesse fatto il compagno di scuola, progressivamente la pagina del social network di Mark Zuckerberg è diventato il biglietto da visita di circa un miliardo di persone che, naturalmente, non si può pretendere che pubblichino solamente le foto delle vacanze a Sharm el Sheik o i post del divertente party vissuto in ufficio. Nel suo utimo spot autocelebrativo "The Things That Connect Us", proprio Facebook sottolineava il fatto di essere "parte della vita" delle persone. Tranne, forse, quando queste persone prendono parte, e raccontano, delle vite degli altri, di quelli più sfortunati, di quelli che può capitare muoiano sotto le bombe. Rosa Schiano, probabilmente una delle poche italiane a Gaza, attivista dell'International Solidarity Movement sulla Striscia dal 2011, è una fotoreporter che racconta, ora letteralmente da sotto le bombe, la situazione dei palestinesi. Fare la giornalista non è mai facile, soprattutto in questi teatri di guerra dove, come dicevano i reporter di lungo corso "è la verità a morire per prima".

L'account Facebook di Rosa Schiano è stato "bloccato" come ha denunciato su Twitter la stessa fotoreporter con un cinguettio: "Facebook blocked my account, i can't write anymore, and deleted the picture of the 4 children killed today" . La "picture" in questione, ribadisce Rosa Schiano per tutti quelli che ricordano, quasi più realisti del re, le sfumature delle policy dei colossi informatici, tratta del fatto che "IO FACCIO INFORMAZIONE e la foto era in bianco e nero e nessuno sgozzato. E' il contenuto che vogliono eliminare". Già informazione (e tutto in maiuscolo, nel tweet originale), tanto perché nessuno se lo dimentichi, dato che "fare informazione" è un diritto garantito sia dalla Costituzione statunitense quanto dalla Costituzione italiana ma forse, potrebbe pensare qualcuno, non sta scritto nella costituzione del più forte. Intanto su Twitter Rosa Schiano pubblica la foto "rimossa" da Facebook e la pubblica ancora sul suo blog, il blog di Oliva.

E "dietro" quella fotografia dei quattro bambini morti, scomoda e quasi "surreale", si affaccia il vero volto di questa (e di tutte) le guerre: l'orrore della morte e della violenza. Scrive nel post del 18 novembre Rosa Schiano a corredo dei suoi scatti: "Quinto giorno di guerra contro Gaza, continua l'Operazione militare israeliana Pillar of Cloud. 72 persone uccise, incluso 19 i bambini, 670 i feriti al momento in cui scrivo, la maggior parte donne e bambini. Oggi l'aviazioni militare israeliana ha bombardato un edificio di tre piani in Nasser street, Gaza city, sterminando una intera famiglia. Ho visto i corpi delle piccole vittime in ospedale. Ibrahim Al Dalu, 11 mesi Jamal Al Dalu, 6 anni Yousif Al Dalu, 5 anni Sara Al Dalu, 3 anni. Anche la loro madre è morta: Samah Al Dalu, 22 anni, ed il loro padre, Mohammed Al Dalu, 28 anni. Morta anche la zia Ranin Al Dalu, 22 anni, e dipersa la seconda zia, Yara Al Dalu. Morta anche la nonna, Suhila Al Dalu, 50 anni. Morti anche due vicini di casa: Abdallah Mzanar, 20 anni, e Amina Mznar, 80 anni. Un'intera famiglia sterminata. Il bombardamento è avvenuto sull'intero edificio di tre piani, completamente distrutto". Ma nei social network forse ci sono "cose che ci connettono" come probabilmente cose che "non ci devono (o non si devono) connettere".

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