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Facebook: Regione Lazio stop ai "social" dipendenti

Il 70% delle connessioni era per Facebook, il 20% per Messenger. Così l'amministrazione Polverini inibisce "a tutto il personale regionale e con la massima urgenza, l'accesso alla rete internet che non sia di stretta attinenza all'erogazione della prestazione lavorativa".

Che negli uffici pubblici e privati Facebook insieme a Messenger sia un compagno ubiquo dell'attività lavorativa quotidiana non dovrebbe stupire.
L'italiano difatti non è un tedesco o uno svizzero e dedicarsi "solamente" al lavoro viene considerato quasi "inaccettabile".
Non poter lavorare e "contemporaneamente" dedicarsi ad altro, come ad esempio curare le proprie relazioni su Facebook, parlare col marito o con l'amante dell'altro ufficio via MSN, spettegolare o pianificare il torneo di calcetto via chat, è persino considerato quasi lesivo della libertà personale e di espressione.
Certo per il cittadino, magari precario, stare di fronte al dipendente "2.0" è anche imbarazzante; ad esempio ci si è trovati a pagare una multa ingiusta e a guardare la faccia di tolla dell'operatore che compilava (col rischio di sbagliare) il modulo al computer e sotto la schermata chattava contemporaneamente su Messenger.
Ma il cerchio si stringe. Difatti con la precarizzazione del lavoro (e con il suo mutare verso forme vicine allo schiavismo proprie del secolo scorso) il lavorare "lounge" dei fortunatissimi e intoccabili dipendenti pubblici e privati (così vengono considerati dai precari e dai disoccupati), non viene più tollerato. Nel pubblico, ovviamente più che nel privato.
Come aveva promesso il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta, Facebook e la rete usata "per motivi ludici" non avrebbe avuto spazio nella "rinnovata" Pubblica Amministrazione.
Notizia del "Il Messaggero" di oggi è quella che riguarda la Regione Lazio di Renata Polverini che "chiude" Facebook e l'internet che non concerne il lavoro. Ovvimente le polemiche si sprecano, e vanno dal fatto che impedire Facebook è una violazione della privacy, al fatto che siccome non c'è lavoro da fare è lecito navigare sui social network, alle più diverse opinioni tutte rispettabili e lecite.
Sembra però che, secondo le rilevazioni della Regione stessa, ben il 70 per cento delle connessioni dei computer della Regione Lazio siano per Facebook, e il 20 per cento siano occupate dal traffico di Messenger. Quindi il 90 per cento del traffico dei pc della regione Lazio sarebbe occupato da "utilizzo ludico" che non è certo una cartina di tornasole di superlavoro.
Di qui la stretta "anti Facebook" dell'amministrazione Polverini tramite due circolari inviate il 12 Ottobre e firmate dal segretario generale Salvatore Ronghi.
In una di queste le parole che rivoluzionano i PC della Regione: "Avendo riscontrato un utilizzo ludico o, comunque, non attinente all'attività lavorativa della rete internet da parte dei dipendenti regionali e verificato che l'impiego improprio di tale risorsa pregiudica ed ostacola l'attività dell'amministrazione regionale, si richiede che venga inibito, a tutto il personale regionale e con la massima urgenza, l'accesso alla rete internet che non sia di stretta attinenza all'erogazione della prestazione lavorativa".
Addio Facebook e Messenger in Regione Lazio dai PC pubblici. Sicuramente da ora iPhone e BlackBerry incominceranno a cinguettare.

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