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Facebook FYI ricerca Twitter, per tua informazione

Facebook tenta di cercarsi dentro, per scoprire l'anima di Twitter all'interno dei suoi trilioni di post. La ricerca del social per eccellenza cambierà progressivamente, includendo anche quei commenti archeologici che oggi potrebbero puzzare non solo di chiuso.

Il nuovo servizio di Facebook si chiama "Search FYI". Ma che cosa significa FYI (la parola "search", insomma, si sa che significa dinosauro)? FYI significa "per tua informazione" (for your information) ed è usata colloquialmente nel mondo anglosassone nelle email, nei sistemi di messaggistica istantanea (eccetera) per connotare le informazioni a cui si potrebbe essere interessati ma che non richiedono nessuna azione (di risposta, ad esempio). Insomma, le ricevi e basta. I geni del marketing di Facebook, coadiuvati dai super cervelloni della programmazione, dopo mesi di studi, sono riusciti a sviluppare un motore di ricerca "FYI" che rappresenta l'ennesimo tentativo di fornire un search engine credibile agli utenti del moloch della privacy. Questa volta l'esperimento è quello di far diventare la ricerca di Facebook un po' come quella di Twitter. Il social di Mark Zuckerberg promette quindi di essere più efficace nel cercare sugli oltre 2 trilioni di post dell'archivio.

Il motore di ricerca di Facebook supporta ogni giorno ben 1.5 miliardi di ricerche, un patrimonio che il social non è riuscito ancora a sfruttare nel modo migliore, complice il travaso di "ricerche" da Google a Facebook. Se prima il mondo di internet infatti era googlecentrico e quando succedeva qualcosa si andava appunto sulla propria homepage (cioè Google) per cercare le ultime notizie, oggi internet è facebookcentrica. Da quando la propria homepage è diventata Facebook (o meglio feisbuc è diventato il nuovo nome di internet), la gente ha cominciato a cercare sul primo campo di ricerca che aveva davanti, credendo che il computer (anzi l'iPhone) gli fornisse le stesse risposte di Google. Si tenga sempre bene a mente che l'analfabetismo funzionale è una piaga in tutto il mondo e che l'Italia ne è un alfiere internazionale.

Dopo anni di studi anche Facebook ha capito di aver "rubato" il campo di ricerca a Google e si sta (lentamente) muovendo di conseguenza. Ecco perché nel comunicato di ieri Tom Stocky, VP of Search (VP sta per Vice Presidente oppure per Vattela Pesca) di Menlo Park scriveva nella presentazione di Search FYI: "Quando qualcosa accade nel mondo, le persone spesso si rivolgono a Facebook per vedere come i loro amici e la famiglia stanno reagendo. Oggi stiamo aggiornando il Search di Facebook in modo che, oltre ad amici e parenti, si possa scoprire che cosa il mondo sta dicendo sugli argomenti che ti interessano". Il video diramato dal social network parla chiaro su Search FYI: fondi il motore di ricerca di Twitter con le news di Google (anzi di Bing, il cui motore sta progressivamente asfaltando l'arcigno ciclope di Mountain View), spolvera il tutto con il vecchio Search dei post interni, ed il gioco è fatto.

Ed ecco che l'utente di Facebook, appena cercherà una frase (esempio: "come depilarsi le sopracciglia") si troverà davanti ad una pagina che, innanzitutto, mostrerà dei suggerimenti di ricerca "tempestivi e personalizzati" (insomma, come le chiavi suggerite di "Google instant", quelle che hanno standardizzato il modo di cercare, in maniera che nessuno cerchi più niente e gli spammer si moltiplichino come in una Piastra di Petri). In secondo luogo ecco la grande novità che potrebbe spaventare più di qualcuno (sulle chiavi estremamente minori, ovviamente, tipo, "depilarsi le sopracciglia con il gomito di mio zio"): le ricerche di Search FYI saranno "trovate" su tutti i post pubblici e i messaggi degli amici dell'archivio.

Significa che i propri post di anni e anni fa, quando si era carnivori e berlusconiani (e che si pensavano dimenticati e sepolti) saranno riesumati nella ricerca Facebook in un tempo social di grillini e vegani. Sul nuovo "modo" di ricercare di Facebook si potranno inoltre scoprire le discussioni che vengono condivise ampiamente sul social e che di conseguenza verranno promosse come "di pubblico interesse". Ovviamente però i risultati di ricerca non saranno uguali per tutti (ma anche Google, a secoda di dove ci si trovi cambia, anche alle volte comicamente, i risultati per la stessa chiave di ricerca). Anche i risultati di Facebook Search FYI saranno "ritagliati" sull'utente, su quel grande database che, come Pollicino gli utenti di Facebook arricchiscono con le loro briciole di selfie.

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