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FaceCop: Facebook "spia" post e chat. Ecco "Le vite degli altri 2.0"

Facebook monitora chat e post in cerca di possibili criminali, altri sistemi giornalmente nei siti più importanti leggono, memorizzano, analizzano e "capiscono" abitudini, progetti e interessi di miliardi di persone. Siamo a "Le vite degli altri 2.0" ma l'analfabeta funzionale che ci portiamo dentro non l'ha ancora capito.

Una volta, qualche decennio fa, c'era un dominio privato che si chiamava "intimità", cioè "privacy" in inglese. Questo dominio essenziale per la vita di tutti gli esseri umani e di tutti gli animali si spiega spesso con la "sindrome del pesce rosso".
Il pesce rosso in una "boccia di vetro" difatti, senza nascondigli, senza luoghi in cui riposare in pace, si stressa e può, a lungo andare, morire (per questo ed altri motivi la "boccia" per i pesci rossi è fortemente sconsigliata, se non vietata in alcuni paesi).
I regimi totalitari hanno sempre fatto e fanno della totale assenza di privacy la loro minaccia ubiqua (ed il loro punto di forza), si pensi al film "Le vite degli altri" dove si vedeva bene quanto fosse "spiata" la vita nella Repubblica Democratica Tedesca.
Le aberranti esperienze del passato e testi "distopici" come 1984 di George Orwell avrebbero dovuto insegnare per sempre che la "privacy" è un bene inestimabile per l'essere umano, eppure la continua perdita di questo diritto sulla rete (e in genere sul mondo digitale) non sembra spaventare più nessuno.
In un certo senso quando la divisa e le cuffie dell'agente della Stasi (Ministero per la Sicurezza dello Stato) Gerd Wiesler, agente HGW XX/7, sono state sostituite da una T-shirt e un computer, la minaccia "orwelliana" contro i cittadini è diventata "nulla".
Un po' come la guerra fatta dai "droni" statunitensi con i joystick: stessi morti, ma niente inestetici schizzi di sangue sulla pelle. Una guerra accettabile e "pulita".
Ecco che quindi la notizia che Facebook ha un sistema di controllo sulle chat e sui post del social network che scandaglia e controlla ogni parola e fotografia che si immette nel sistema, non ha destato nessun tipo di preoccupazione.
In un articolo della Reuters si spiega come il più famoso social network usi un software che "ascolta" ogni conversazione per trovare tracce di attività criminose che verranno poi girate alle autorità di polizia.
Un monitoraggio in tempo reale, semi-automatico, che rende completamente "open" ogni conversazione, anche "privatissima" tra le persone, tanto che in rete il "poliziotto" di Facebook è stato già soprannominato "FaceCop".
Un'"ingerenza nella vita privata", si sarebbe detto qualche anno fa, un fatto inaccettabile per i cittadini memori del passato e dei propri diritti, ma una realtà che oggi rischia di essere "perfettamente normale", in nome del pericolosissimo adagio "se uno nun c'ha gnente da nascondere".
E in nome della "pesca" del criminale. E' infatti una tendenza del mondo moderno considerare e trattare tutti come potenziali criminali in nome della caccia al criminale.
Il sistema "spione" di Menlo Park sarebbe nato infatti contro i pedofili, e si spiega come molti siti e sistemi usino già questi software per "proteggere" le proprie "community".
Su Facebook sembra che siano "sorvegliati speciali" soprattutto i rapporti tra utenti con età troppo "diverse". Ad esempio, quelli tra professori e studenti, nonni e nipoti, e via dicendo. Perché tra questi potrebbe esserci il "mostro".
Fatto sta che ogni parola, scritta, detta, filmata o comunque "traslata" in digitale, è copiata, analizzata, schedata, contestualizzata migliaia di volte al giorno da sistemi telematici, e non solo su Facebook.
E se qualcuno un giorno, su una bella "carta color crema" di un diario, si metterà all'angolo cieco del teleschermo per scrivere contro il Grande Fratello, è possibile che si ritrovi qualche tempo dopo al Caffè del Castagno a riconoscere, senza più denti, ingurgitando gin della Vittoria: "Io amo il Gran Fratello!". Naturalmente perché ha finalmente compreso che "se uno nun c'ha gnente da nascondere", non deve mai nascondersi alla telecamera.

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