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Arrampicatore sociale "scientificamente". Funziona un po' come Facebook

Un modello matematico della SISSA rivela che i sospetti che fanno dire "è finito lì perché ha delle conoscenze" sono in realtà scientificamente "motivabili". La simulazione dei ricercatori si chiama "The Social Climbing Game", ovvero il gioco dell'arrampicata sociale.

Una volta era considerata una malattia (quantomeno morale) della società, una "caratteristica" di cui ci si vergognava, così opposta al "modello religioso" che metteva gli ultimi come primi e faceva dell'essere miti e umili una virtù. Oggi invece essere opportunista, in altre parole un arrampicatore sociale è quasi un vanto, o comunque, per molti, il modo migliore e più veloce per accaparrarsi dei vantaggi immediati. E così, quando si pensa che qualcuno "è finito lì perché ha delle conoscenze" la maggior parte delle volte è vero, scientificamente parlando. A confermarlo la Scuola Internazionale di Studi Avanzati (SISSA) che ha pubblicato in merito una ricerca sul Journal of Statistical Physics che si intitola, non a caso, "The Social Climbing Game" , ovvero il gioco dell'"arrampicata sociale". Spiega la SISSA: "I ricercatori hanno elaborato una simulazione di network sociale: ogni individuo è rappresentato da un nodo, e i link, i collegamenti tra i nodi, sono le interazioni sociali. Ogni individuo è portato ad aumentare la propria importanza sociale, e per fare ciò deve necessariamente connettersi ai 'nodi più centrali', ovvero alle persone che contano. Tuttavia, per avanzare socialmente deve tagliare i ponti col passato: tecnicamente abbandonare i vecchi nodi e collegarsi a quelli più centrali".

In altre parole, quando i vecchi amici non servono più o cadono in disgrazia vengono cinicamente (e opportunisticamente) eliminati. Insomma, una procedura operativa standard che in Italia pare sempre più diffusa e che, da sempre, anche come testimonia il gossip (chi si ricorda delle sorelle glicine?) può dare risultati impressionanti. Ma non si sa se buoni frutti, ovviamente. Fatto sta che secondo gli studi della SISSA da come le persone si sganciano dalle altre per arpionare i pezzi grossi, si rivela il profilo del tipico "arrampicatore sociale". Giancarlo De Luca, dottorando in Fisica Statistica alla SISSA e co-autore dello studio, mette però le mani avanti dato che "in realtà tutti gli individui sono 'arrampicatori sociali'". Ma a scanso di equivoci precisa: "Il fatto che la società sia in una fase egualitaria oppure gerarchica non dipende, dunque, dal numero di individui che mirano alla scalata ma piuttosto da quanta importanza gli individui di quella società attribuiscono al prestigio sociale". Essere arrampicatori sociali, sembra di capire, è più uno stato mentale (ed esistenziale) in qualche modo indotto da una società che vede come vincenti l'essere opportunisti. Il successo di una persona su un social network (come se anche là si dovesse cercare il successo) è infatti misurato dal numero di "amici" e di "mi piace" che riesce a raccogliere. Infatti lo schema dell'arrampicatore sociale "funziona un po' come Facebook", spiega De Luca. "Più contatti ho e più significa che sono popolare. Nel nostro modello il numero di link determina la vicinanza dal centro, l'appartenenza all'élite".

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