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Saccomanni: accordo con Svizzera entro maggio 2014. Per evasori cerchio si stringe

Il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni auspica che l'accordo sul fisco con la Svizzera entro maggio 2014. Dopo l'approvazione del decreto legge che contiene la cosiddetta norma del "voluntary disclosure", Saccomanni chiarisce: "Chi ha capitali in Svizzera deve capire che si sta chiudendo il cerchio. Ora i giorni per gli evasori che non mettono in ordine i conti con il proprio Paese sono numerati"

Il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni, al termine dell'incontro con la consigliera federale svizzera Eveline Widmer-Schlumpf, annuncia che spera di poter chiudere l'accordo sul fisco con la Svizzera entro maggio 2014. Al centro del negoziato, la norma che prevede la tassazione dei capitali esportati illegalmente da residenti italiani in Svizzera, che l'Agi stima per un ammontare di 120-180 miliardi di euro. Nei giorni scorsi c'è stata inoltre l'approvazione di un decreto legge che contiene la cosiddetta norma del voluntary disclosure, cioè "la procedura di regolarizzazione di capitali non dichiarati detenuti all'estero" che "avviene attraverso una richiesta spontanea del contribuente" come spiega il Corriere.it. Da Berna, Saccomani precisa infatti: "Per parte nostra dobbiamo chiarire che non è possibile prevedere forme di anonimato nel nostro regime e forme di riduzione delle sanzioni diverse da quelle previste dalla nostra legge. - aggiungendo - Non ci saranno accordi più favorevoli rispetto alle norme nazionali. Chi ha capitali in Svizzera deve capire che si sta chiudendo il cerchio, erano in una situazione per cui a livello internazionale c'erano Paesi che garantivano l'anonimato, ora i giorni per gli evasori che non mettono in ordine i conti con il proprio Paese sono numerati". Da sempre, l'anonimato risulta essere il nodo principale da sciogliere per siglare un accordo con la Svizzera, che da una parte teme una fuga di capitali dalle proprie banche e dall'altra vorrebbe uscire dalla black-list internazionale per concorrenza fiscale sleale, il cui nome è stato inserito proprio dall'Italia.

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