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Saccomanni: UE non calcola provvedimenti fuori a legge stabilità 2014

Il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni non vuol sentir parlare di bocciatura da parte della Commissione europea, che comunque non concede all'Italia il bonus UE. Saccomanni infatti spiega che nelle sue valutazioni, la Commissione UE non ha tenuto conto "di importanti provvedimenti annunciati dal governo, anche se non formalmente inseriti nella Legge di stabilità, e già in fase di attuazione".

La Commissione europea non concede all'Italia il cosiddetto bonus UE (quella clausola che prevede di poter escludere la spesa per investimenti dal calcolo del rapporto deficit/Pil) perché con la legge di stabilità non è stato rispettato "il parametro per la riduzione del debito nel 2014". Nonostante questo, il ministro dell'Economia e delle Finanze Fabrizio Saccomanni non vuol sentire parlare di bocciatura, perché "i rischi segnalati dalla Commissione sono già stati considerati nell'azione del Governo" e sono "già state messe in campo misure per contrastare eventuali rischi su disavanzo e debito 2014". In una nota, il MEF quindi spiega che le valutazioni della Commissione UE discendono "da una stima di crescita del prodotto che, come è noto, non coincide con quella del Governo italiano e comporta implicazioni per le proiezioni di finanza pubblica. - aggiungendo - Va poi sottolineato che la crescita del debito in rapporto al PIL è la risultante della recessione che si è protratta fino al 2013 e del pagamento dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni (quasi 50 miliardi di euro in 12 mesi tra il 2013 e il 2014), operazione concordata con la Commissione europea. Anche il sostegno finanziario ai Paesi dell'area dell'Euro in difficoltà ha contribuito alla dinamica del debito". Il Ministero dell'Economia prosegue sottolineando inoltre come "nel formulare il suo giudizio la Commissione" non ha tenuto conto "di importanti provvedimenti annunciati dal Governo, anche se non formalmente inseriti nella Legge di stabilità, e già in fase di attuazione". Tali provvedimenti, assicura il MEF, da un lato rappresenteranno "uno stimolo all'economia, dall'altro saranno in grado di produrre gettito e risparmi di spesa aggiuntivi che il governo intende utilizzare per ridurre ulteriormente il disavanzo e il debito del 2014, oltre che per alleggerire la pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese". Nello specifico, vengono "ricordati interventi come la spending review, la riforma del sistema fiscale attraverso la delega che il Parlamento sta ormai per varare, il programma di privatizzazioni, il rientro dei capitali illecitamente detenuti all'estero, la rivalutazione delle quote del capitale della Banca d'Italia". Il ministero dell'Economia conclude quindi che tutte "queste misure rafforzano il carattere innovativo della legge di stabilità 2014 che, - afferma - per la prima volta dopo diversi anni, avvia un percorso di riduzione della tassazione e di riqualificazione della spesa pubblica tagliando quella corrente ed aumentando la quota destinata agli investimenti, su un arco di tempo triennale, un periodo adeguato affinché gli interventi in essa contenuti possano estrinsecare pienamente i loro effetti".

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