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Fabrizio Corona: per foto Trezeguet condannato a 5 anni, no attenuanti

Fabrizio Corona continua ad avere guai con la giustizia, che questa volta lo condanna, in appello, a cinque anni di carcere, per il caso delle foto scattate nel 2009 a David Trezeguet. Per il fidanzato di Belen, nessuna attenuante perché recidivo.

Fabrizio Corona continua a dover fare i conti con la giustizia, che stavolta sembra esserci andata più pesante delle altre volte, visto che la Corte d'Appello di Torino ha condannato l'ex re dei paparazzi a cinque anni di reclusione per estorsione e utilizzo illegittimo di dati, oltre all'interdizione perpetua dai pubblici uffici. La Corte d'Appello ha giudicato il caso delle foto scattate a David Trezeguet dai fotografi della sua agenzia, che nel 2009 hanno seguito l'ex calciatore della Juventus all'uscita di una discoteca in compagnia di una ragazza, scattandogli a sua insaputa una serie di fotografie mentre entrava di notte a casa della giovane e poi quando ne usciva, la mattina dopo. L'accusa sostiene che Fabrizio Corona per quelle foto ha chiesto e ottenuto da Trezeguet 25mila euro (mai restituiti). La Corte d'Appello ha aumentato la pena inflitta in primo grado perché ha fatto sua una sentenza della Corte di Cassazione del 20 ottobre scorso (sempre su Corona, in merito al caso del calciatore Adriano e del motociclista Marco Melandri), che ha stabilito come le fotografie possano essere utilizzate dagli organi di informazione solo se di interesse pubblico. In caso contrario, non possono essere né vendute né archiviate, soprattutto se tale archiviazione crea una pressione sul soggetto della foto. Inoltre, il Procuratore generale di Torino, Vittorio Corsi, ha chiesto alla Corte di Appello di non applicare le attenuanti visto che il comportamento in merito alle foto di Trezeguet rappresenta un caso di recidiva. L'inasprimento della pena è avvenuto "solo perché l'imputato si chiama Fabrizio Corona" avrebbe affermato il legale del fidanzato di Belen Rodriguez, Giuseppe Lucibello, sottolineando inoltre come "la decisione della Corte d'Appello di Torino di far propria l'impostazione della Cassazione possa creare problemi ai direttori di numerosi organi di informazione".

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