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Fabrizio Corona in carcere, gli avvocati: 5 anni sono per i mafiosi

Mentre Fabrizio Corona sconta il suo secondo giorno di carcere parlano gli avvocati. Nadia Alecci e Giuseppe Lucibello fanno notare "l'inspiegabile disparità di trattamento tra un Tribunale e l'altro" e che "cinque anni sono la pena per i mafiosi che le estorsioni le fanno davvero".

Mentre Fabrizio Corona sconta il suo secondo giorno di carcere a Busto Arsizio, uno dei suoi legali, Nadia Alecci, fa notare che "cinque anni sono la pena per i mafiosi che le estorsioni le fanno davvero". Il legale di Fabrizio Corona parla da L'Arena di Massimo Giletti dove spiega anche "il meccanismo mentale" dell'ex re dei paparazzi, chiarendo: "Lui pensava 'io faccio foto destinate alla pubblicazione e se le porto a un giornale di gossip me le pagano, allora nel caso si tratta di un amico gli dico: piuttosto che vadano a finire pubblicate se le porto al giornale ti faccio un favore, se vuoi le acquisti tu'". A Tempi.it, invece, l'altro avvocato di Fabrizio Corona, Giuseppe Lucibello, ricorda in una lettera aperta che "quando sono iniziate le sue vicissitudini giudiziarie (Potenza- Woodcock – con l'inchiesta Vallettopoli) Fabrizio era stato rappresentato come il dominus di una sorta di S.P.E.C.T.R.E. del gossip, seppur incensurato", precisando come "dopo anni di processi (...) l'ipotesi accusatoria di Potenza è stata smontata e la quasi totalità delle accuse mosse a Corona è venuta meno". L'avvocato di Corona spiega quindi che "limputazione di associazione per delinquere non è giunta neanche al dibattimento" mentre le "contestate estorsioni, si sono 'sparpagliate' – per ragioni di competenza territoriale – in mezza Italia, creando così il primo serio danno a Fabrizio, costretto a difendersi in più sedi anziché innanzi ad un unico Giudice". Giuseppe Lucibello rissume quindi i tre procedimenti nati da Vallettopoli: "Per i Giudici di Roma il pagamento di decine di migliaia di euro – da parte di un noto sportivo – per il ritiro di un servizio giornalistico non aveva natura illecita, tant'è che il procedimento è stato archiviato. I Giudici di Milano, competenti per sette casi di estorsione tentata o consumata, tra il primo ed il secondo grado, hanno ritenuto di mandare assolto Corona in ben 5 di essi - precisando - La condanna, ad un anno e 5 mesi, per i due residui tentativi è intervenuta per l'eccessiva lesività delle foto". Infine, l'avvocato di Fabrizio Corona chiarisce che "nonostante le decisioni di Roma e Milano, i Giudici di Torino, per un fatto indiscutibilmente analogo a quelli per cui vi è stata assoluzione, hanno ritenuto Corona colpevole condannandolo alla pesantissima pena di 5 anni di reclusione ". Lucibello fa notare quindi che "l'aspetto che suscita maggiori perplessità è l'inspiegabile disparità di trattamento tra un Tribunale e l'altro e la circostanza che, pur applicando le stesse norme di diritto, i Giudici siano giunti a sentenze così diverse", senza contare, aggiunge l'avvocato di Fabrizio Corona, come sia "singolare che dal 2007 ad oggi la lotta a questa 'diffusissima pratica' si sia risolta unicamente nel processo a Fabrizio Corona ed ai suoi collaboratori". "Posto che il 'ritiro' dei servizi risulta essere ancora, pacificamente, in auge è evidente come Corona abbia assolto la funzione di capro espiatorio e che nella eccessiva severità di questa condanna siano entrate in gioco molte, troppe, variabili" conclude l'avvocato, domandandosi: "Tra queste variabili che peso hanno avuto le assoluzioni di Corona a Milano nella condanna di Torino?".

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